Femmes d’Europe
Vogliamo qui di seguito riportare la storia di un bollettino ufficiale che ha avuto particolare rilevanza nella questione femminile degli anni ’70 e ’80.
La Commissione delle Comunità Europee, sin dai primi anni 60, aveva avviato dei contatti con alcune organizzazioni femminili, azione questa incoraggiata in seguito dal sorgere di movimenti di emancipazione femminile alla fine degli stessi anni .
Nell’aprile del 1968 la Commissione europea aveva così riunito a Bruxelles i redattori capo delle principali testate giornalistiche della stampa femminile.
Fausta Deshormes, giornalista italiana ma giurista di formazione, in quel momento era stata incaricata di seguire i preparativi della DGX (Direzione Generale Informazione e Cultura) che aveva come ruolo fondamentale quello di informare i cittadini europei sulle politiche, i progetti e i principali obiettivi dell’Unione Europea e in cui la Deshormes si era fino a quel momento occupata delle relazioni con le università e le organizzazioni giovanili.
La Commissione europea era particolarmente interessata ad un’inchiesta su “Le donne e la CE” ed aveva, a riguardo, organizzato un colloquio di associazioni femminili nel marzo 1976 per sottoporre loro alcuni risultati.
Le 120 partecipanti avevano formulato, in seguito, il desiderio che venisse creata una struttura stabile che fornisse loro un’informazione permanente.
Questa inchiesta aveva dato luogo nel novembre del ’76 alla creazione della cellula “Informazione delle organizzazioni e della stampa femminile”.
Unita alla DGX e posta sotto la responsabilità di Fausta Deshormes, questa “cellula” aveva cominciato a funzionare nel gennaio 1977, ma non aveva ottenuto un posto ufficiale nell’organigramma della DGX nemmeno in seguito all’ulteriore qualifica di “Servizio Informazione Donne”.
Il servizio aveva come obiettivo quello di intrattenere un dialogo con e tra le donne, informandole e documentandole sui diversi aspetti dell’integrazione europea, aiutandole a scambiare esperienze e notizie.
Al fine di raggiungere i suoi obiettivi il servizio aveva agito particolarmente in due direzioni; sostenendo finanziariamente e moralmente la preparazione di incontri tra donne per favorire la coesione delle organizzazioni femminili, e attraverso la pubblicazione di una serie di bollettini di collegamento e informazione.
Il bollettino era stato denominato “Femmes d’Europe” , e successivamente è stato completato dai supplementi e da quaderni monografici.
Una parte della rivista era dedicata alle iniziative comunitarie riguardanti le donne, un’altra invece era dedicata alla vita militante delle donne a partire dalle informazioni inviate dalle cittadine stesse.
Questo era ciò che particolarmente dava originalità alla rivista della Commissione CE, che inizialmente era uscita in modo irregolare ma che ben presto era divenuta bimestrale, oltre ad essere gratuita, per ottenerne una maggiore diffusione.
Questa rivista era diventata ben presto una sorta di Giornale Ufficiale dei diritti delle donne benché avesse precisato, nel 1978, di non voler essere né un’ enciclopedia, né un annuario né tanto meno un “giornale ufficiale”, nonostante la sua funzione fosse oramai divenuta quella.
Il 1979 aveva visto la prima elezione a suffragio universale del Parlamento europeo e ciò aveva offerto un terreno d’azione privilegiato al nuovo servizio.
La sua prima campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica femminile si era focalizzata con successo sull’avvenimento: 67 donne avevano ottenuto un mandato con una percentuale del 16% contro il 6% del Parlamento precedente.
Questa è stata considerata una possibilità storica perché si è trattato per le donne di cogliere l’opportunità di contribuire direttamente al futuro sviluppo dell’Unione europea.
In qualità di elettrici o come futuri membri del Parlamento europeo, le donne avrebbero potuto svolgere un ruolo centrale per la realizzazione di obiettivi nel settore della parità fra le donne e gli uomini e per affrontare le sfide politiche del futuro.
Nell’ottobre dello stesso anno era stata istituita una Commissione ad hoc per i Diritti della donna con il compito di preparare un dibattito parlamentare sulla situazione delle donne nella Comunità europea.
L’ultimo numero di Femmes d’Europe è uscito nel luglio 1991 e l’anno seguente Fausta Deshormes si è ritirata Tra gli anni ’70 e ’80 l’Europa ha conosciuto un’evoluzione di apertura verso le idee di uguaglianza, ha visto la diffusione di leggi che hanno reso più ampio l’accesso alla scolarità , alla salute, alla protezione sociale.
I cambiamenti avvenuti riguardo la condizione femminile s’inscrivono in tale contesto e Femmes d’Europe ha aiutato le cittadine europee di quegli anni a seguirli attraverso la sua opera d’informazione precisa rilevando, nel corso degli anni, una maggiore volontà da parte delle donne di non sottostare più alle discriminazioni subite nel corso di millenni, di avere più opportunità d’accesso alla scolarizzazione e a corsi di formazione che permettesse loro di scegliere fra più carriere professionali e Femmes d’Europe, a riguardo, non è stata solo un fattore d’informazione delle azioni comunitarie attuate in loro favore ma ha costituito un elemento d’azione di una Comunità in cui le donne dovevano avere la stessa rilevanza nei posti decisionali della politica, dell’economia e della società .
Femmes d’Europe nasce come espressione della posizione della Comunità europea nei confronti della questione femminile degli anni ’70 e ’80, un periodo particolare della storia della Comunità , in cui le donne assumono nel mondo del lavoro un ruolo differente dal passato, in un momento di cambiamenti politici ed economici dell’Europa.
La donna lavoratrice ha in quegli anni acquisito il riconoscimento di basilari garanzie di trattamento, ad esempio nelle aree della remunerazione, formazione, di carriera grazie all’impegno delle istituzioni comunitarie con l’adozione ad esempio di importanti direttive come quelle del 10 febbraio 1975 e del 9 febbraio 1976.
Tale politica è stata sostenuta proprio dalla creazione del Servizio Informazione Donne e da Femmes d’Europe, rivista che attraverso la sua opera d’informazione, di studio e di documentazione continua sulle iniziative comunitarie in materia di parità ha contribuito a sostenere il discorso pubblico comunitario su questi temi e a sollecitare un maggiore coinvolgimento delle donne alla vita politica della Comunità .
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