Presto lo stalking sarà reato
Una unità di undici carabinieri vigilerà sulle ossessive attenzioni di ex partner o innamorati rifiutati: si entrerà quindi in azione contro quell’odioso fenomeno dello stalking che registra fra le donne le vittime privilegiate.
Questo prevede il protocollo che Il 16 gennaio, a Palazzo Chigi, è stato firmato dai ministri Mara Carfagna (Ministero Pari opportunità ), Ignazio La Russa (Ministro della Difesa) e dal comandante dell’Arma dei carabinieri, Gianfrancesco Siazzu.
Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale stalking, almeno il 20% degli italiani, soprattutto donne, ne sono stati vittime dal 2002 al 2007.
Comportamenti spesso considerati innocui e di cui non bisogna preoccuparsi preannunciano invece il più delle volte azioni particolarmente gravi, come affermato dallo stesso Ministro Carfagna:” «Si tratta di un fenomeno odioso che colpisce soprattutto le donne e spesso è l’anticamera di reati ben più gravi, come la violenza sessuale e gli omicidi».
Il protocollo, di durata biennale, prevede la creazione di un gruppo di lavoro, di formazione del personale dell’Arma, di collaborazione con enti territoriali e reti antiviolenza, ma anche di iniziative di studio e ricerca.
Il gruppo anti-stalking avrà come obiettivo quello di supportare il Dipartimento delle Pari opportunità riguardo lo studio ed il controllo costante del fenomeno, mentre l’Arma provvederà ad istituire presso il Reparto analisi criminologiche del Racis (il Raggruppamento investigazioni scientifiche) la sezione “atti persecutori” composta da personale qualificato che svolgerà tutte le attività relative al protocollo di intesa ed alla successiva convenzione.
Il ministro La Russa ha più volte sottolineato come la firma di questa intesa sia volta a far sentire alle donne la vicinanza del governo garantendo che saranno messi a disposizione “gli strumenti tecnici e le professionalità dell’Arma per monitorare e combattere meglio il fenomeno dello stalking”.
I Ministri hanno assicurato che questo non è altro che un ennesimo passo per contrastare in modo concreto questo tipo di violenza.
Noi speriamo solo che non siano le ennesime parole dette da questi politici per ricevere un applauso ed avere il loro momento di gloria ma che si arrivi, almeno per una volta, ad una concretezza e che quindi, in questo caso, non solo lo stalking venga istituito come reato, ma che in seguito sia applicata la legge e ci sia la certezza della pena, senza sconti o permessi premio come avviene abitualmente nel nostro Paese, che afferma di essere democratico e giusto, e che poi mette in libertà “per buona condotta” o grazie “all’indulto” stupratori, pedofili e assassini.
Speriamo ci diano finalmente un motivo affinché si possa sentire lo Stato davvero vicino a noi.
Equità nel Parlamento europeo?Una futura realtà (forse)!
Il 2009 è un anno importante: in primavera, tra il 4 e il 7 giugno avranno luogo, nei 27 Stati membri dell’Unione, le elezioni europee.
Noi italiani saremo chiamati a votare per le elezioni del Parlamento europeo il 6 e il 7 giugno (ogni Stato è libero di fissare le date secondo le relative esigenze).
Ci troveremo così al cospetto di una nuova Commissione europea, e del suo Presidente, e di un nuovo Presidente per il Parlamento europeo.
Viene da chiedersi se vedremo girare in Parlamento solo giacche e cravatte o se tutte queste campagne a favore della parità fra i sessi serviranno a far sì che ci sia un’equità almeno all’interno di una rappresentanza così importante quale il Parlamento europeo, che si è sempre fatto portavoce della questione femminile.
Quella della rappresentanza parlamentare europea potrebbe essere un’occasione decisiva, per l’Unione europea, di diventare davvero democratica, e la democrazia richiede una parità dei sessi in ogni ambito, cominciando proprio dai posti decisionali della politica in cui vengono fatte delle scelte che si ripercuotono sulla vita di tutti noi.
L’attuale sottorappresentazione delle donne in seno all’Unione europea vanifica tutti i tentativi di promuovere una democrazia maggiormente inclusiva e partecipativa.
La parità di genere é una condizione indispensabile per la modernizzazione dei sistemi politici in modo da far sì che le donne e gli uomini condividano equamente diritti, responsabilità e poteri.
L’unico paese che ha più donne che uomini in Parlamento è l’Olanda, mentre Estonia e Svezia la seguono con parità di eurodeputati ed eurodeputate. L’eurodeputata danese Karin Riis-Jorgensen ha lanciato un’iniziativa per forzare la parità nelle cariche più alte della politica comunitaria: send2women.
Scopo dell’iniziativa è che i principali incarichi politici siano occupati al 50% da donne, questo significa che le cariche di Presidente del Parlamento, Presidente della Commissione europea, Presidente del Consiglio d’Europa e Rappresentante della Politica estera debbano essere equamente distribuite tra uomini e donne.
Chissà che non avvenga un miracolo!Già , perché solo un miracolo, forse, potrà concederci ciò che ci spetta di diritto.
Ma chissà :magari questa volta qualcuno capirà che se ci sono gravi problemi in Europa è perchè mancano le donne nei posti più importanti della sua vita politica.
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