Donne: spezzare il silenzio
Vogliamo segnalarvi che agli Antichi Chiostri di Torino (via Garibaldi, 25; orari: da Martedì a Domenica 10-19; Lunedì 15-19) i giovani creativi dell’Istituto Europeo di Design del capoluogo piemontese daranno vita alla mostra “Donne: spezzare il silenzio” in programma dal 7 al 13 marzo 2009.
L’evento è inserito all’interno della campagna contro la violenza sulle donne di Amnesty International in occasione della ricorrenza dell’8 marzo.
Curatore dell’evento sarà Mauro Sacco, co-coordinatore del dipartimento di illustrazione presso l’Istituto Europeo di Design di Torino.
Come affermato da Sacco in una recente rivista, l’idea di una mostra sui diritti umani ed in particolar modo sulla violenza che molte donne subiscono nel mondo nasce dal piano di studio dell’Istituto di Design di Torino che ogni anno prevede un corso di illustrazione di pubblica utilità in cui chiedere ad un’organizzazione o ente di poter collaborare (negli anni passati è stata la volta di Telefono Azzurro e LILA).
Quest’anno, dall’incontro con Amnesty International, è nata la necessità e la volontà di dare spazio ad una tematica che negli ultimi giorni, come purtroppo tutti sappiamo, è particolarmente presente nelle pagine di cronaca nera.
Vi invitiamo, quindi, ad assistere numerosi all’evento che, siamo sicuri, lascerà un segno nel cuore.
Read MoreLa violenza contro le donne anziane: conoscere e sensibilizzare per prevenire
Questa mattina a Lodi è stata sottoscritta la costituzione dell’associazione temporanea di scopo per la realizzazione del progetto “La violenza contro le donne anziane: conoscere e sensibilizzare per prevenire”.
Tale associazione vede il Comune di Cremona – Assessorato alle Pari Opportunità – tra i principali firmatari nonché partner di un progetto contro la violenza alle donne anziane, approvato e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari opportunità , nell’ambito dell’Avviso relativo al finanziamento di progetti finalizzati a rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e che si svilupperà nei prossimi 15 mesi.
Le donne anziane si trovano più facilmente esposte alla solitudine ed ai rischi di povertà , maltrattamenti, ad un minor rispetto dei loro diritti alla salute, al benessere e sicurezza.
Molti abusi fisici e psicologici avvengono non solo tra le mura domestiche (che dovrebbero rappresentare il loro rifugio più sicuro e che invece si rivelano lo scenario di truffe e raggiri), ma anche e soprattutto all’interno di strutture e servizi socio-assistenziali.
Secondo quanto affermato dall’Unione Europea, il progetto “La violenza contro le donne anziane: conoscere e sensibilizzare per prevenire” affronterà i bisogni ed il problema partendo dal contesto territoriale per una conoscenza ed un confronto più ampio, con l’obiettivo di fornire strumenti di comprensione ed intervento agli enti ed alle organizzazioni coinvolte in modo da favorire la prevenzione, supportare l’intervento di rete e la collaborazione intersettoriale, sollecitando anche la percezione delle donne anziane al rispetto dei loro diritti.
Approvato il decreto anti-stupro
Questa mattina è stato approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri il decreto anti – stupro, come era stato anticipato nei giorni scorsi, in seguito agli innumerevoli episodi sconcertanti avvenuti nel nostro Paese.
Il DL approvato prevede l’ergastolo per chi commette un omicidio inerente ad una violenza sessuale.
“L’ergastolo diventa la sanzione per chi ha commesso omicidi inerenti al delitto di violenza sessuale”, ha annunciato nel corso della conferenza stampa il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha parlato di un “decreto dalla parte delle donne”.
”Questo governo – ha sottolineato il Guardasigilli – con questo decreto sposta l’ambito dell’ordinamento giuridico per quel che riguarda la violenza sessuale dalla parte delle donne”.
Agli stupratori non saranno più concessi gli arresti domiciliari.
È quanto prevede le «Modifiche al Codice di procedura penale: si estende l’obbligatorietà della custodia cautelare in carcere – si legge nel decreto – per i delitti di prostituzione minorile, pornografia minorile, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, violenza sessuale, esclusi i casi di minore gravità , atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo, etc.
Si prevede l’arresto obbligatorio in flagranza per violenza sessuale, tranne i casi di minore gravità , e per violenza sessuale di gruppo
con conseguente possibilità di procedere con rito direttissimo e celebrare il processo anche nell’arco di 48 ore».
Gli immigrati, secondo il decreto, potranno rimanere nei Cie (centri d’identificazione ed espulsione immigrati) fino a 6 mesi (il limite attuale è di due mesi).
La norma, ha sottolineato Roberto Maroni, , “serve per l’identificazione, ma soprattutto per il nulla osta al rimpatrio da parte dei paesi di provenienza, che spesso e’ molto lungo e quindi i 2 mesi non sono sufficienti e si da’ il foglio di via all’immigrato, che pero’ non ritorna nel suo paese”.
In questo modo, rivendica Maroni, “i 6 mesi sono sufficienti per garantire il rimpatrio a tutti coloro che sono nei centri”.
Il responsabile del Viminale ha annunciato che verranno stanziati 100 milioni di euro per allestire un sistema più efficace di presidio del territorio e verranno assunti entro il 31 marzo ben 2.500 agenti per questo piano di controllo, e che saranno aperti nuovi centri di identificazione-espulsione.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi spiega che “il governo può utilizzare la decretazione di urgenza a seguito del CLAMORE suscitato dai recenti episodi”.
Dopo l’approvazione del decreto di legge anti-stupri, il premier ha inoltre sottolineato che “rispetto al 2006-2007 i casi di stupro sono diminuiti del 10%”.
Ho volutamente riportato in maiuscolo la parola “clamore” dal momento che la trovo inappropriata.
È grazie al clamore che è stata approvato in modo così repentino il disegno di legge?
O perché è inquietante che la donna non fosse tutelata e che gli stupratori non avessero la pena adeguata al reato commesso?
Inoltre cosa vuol dire che i reati di stupro sono diminuiti nel corso del 2008/2009??
Significa che forse tutta quest’urgenza di un decreto non c’era e che abbiamo scomodato il premier e tutti gli altri parlamentari per qualcosa che poteva aspettare???
Voleva forse tranquillizzarci (!!!!) con certe percentuali, ma sicure non lo siamo, soprattutto con la politica che ci ritroviamo in Italia, politica che dovrebbe prendere ad esempio alcuni Paesi, come l’Albania, dove anche per piccoli furti si va in galera per anni, mentre qui, se non vedono coi loro occhi violentare o uccidere qualcuno si danno i domiciliari, poi le attenuanti, poi forse non è colpevole, poi si è liberi per decorrenza dei termini, o se ci si mette alla guida sotto l’effetto di droghe è ritenuto omicidio colposo e non volontario: pochi mesi (se va veramente male!!) e poi fuori, libero, come se mai si fosse tolta la vita ad un essere umano.
Convegno: Le conseguenze della violenza di genere: quali indicatori”
Vogliamo segnalare il convegno “Le conseguenze della violenza di genere: quali indicatori”, che avrà luogo il 24 febbraio 2009 presso l’Aula Caldora dell’Università della Calabria (Arcavacata di Rende) organizzato dal Progetto Daphne “Gender Violence Effects Indicators” e Università della Calabria Centro di Womenʼs Studies “Milly Villa” in collaborazione con la Facoltà di Scienze Politiche Comitato Pari Opportunità di Ateneo Sportello per le Pari Opportunità (Unical).
Il progetto GVEI, Gender Violence Effects Indicators, rientra nel Programma Daphne II 2004 – 2008 della Commissione Europea.
Lo scopo di GVEI è “disegnare gli indicatori in grado di misurare e rendere visibili gli effetti multidimensionali della violenza di genere al fine di migliorare le politiche di contrasto al fenomeno della violenza alle donne.”
Il progetto è coordinato da SURT, Associacio de Dones per a la insercià³ laboral, di Barcellona(Spagna).
Gli altri partners sono:
- Centro di Women’s Studies “MillyVilla”, Università della Calabria, Cosenza (Italia).
- Gender Studies Unit, University of Tartu (Estonia).
- Women’s Studies and Gender, University of Oulu (Finlandia).
Le fasi della ricerca riguardano:
- ricognizione dei principali studi e statistiche a livello nazionale sulla violenza di genere in tutti e quattro i paesi, Spagna, Italia, Estonia e Finlandia;
- interviste qualitative a donne vittima di violenza di genere e focus groups con esperti in ogni paese;
- report transnazionale comune contenente una lista di variabili sugli effetti della violenza di genere;
- report transnazionale contenente la proposta di indicatori quantitativi volti a misurare gli effetti della violenza di genere;
- report transnazionale contenente la proposta di Raccomandazioni politiche per contrastare e prevenire la violenza di genere.
Tutti i reports sono reperibili sul sito www.surt.org
Fonte: Segreteria organizzativa: Centro di Women’s Studies “Milly Villa”
women@unical.it tel. 0984 492573
Quanta cultura in Ministero!!

Oggi...
Questa mattina la Mediaset, tramite il programma Mattino Cinque, ha trasmesso un’intervista fatta al Ministro delle pari Opportunità Mara Carfagna.
Il Ministro, oltre a dare una definizione più ampia rispetto al concetto di “opportunità ”, ha affermato che oggi sono ancora molte le discriminazioni e i pregiudizi nei confronti delle donne e di aver incontrato lei stessa degli ostacoli in quanto entrare in politica non è semplice, se sei donna, soprattutto perché si attribuisce all’uomo un’intelligenza superiore di base.
Non mettiamo in dubbio la cultura del Ministro, ampiamente dimostrata in varie occasioni, così come la sua spiccata intelligenza, ma tutto ciò, allegato ad una laurea in legge, non è bastato per giungere ai vertici politici sin da subito, e così l’abbiamo vista in numerosi programmi televisivi (vedi Piazza Grande o Miss Italia, quest’ultimo da abolire seduta stante) nel dare spazio non di certo alla sua cultura giuridica.
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