Obama e le pari opportunità
Barack Obama, dal 20 gennaio, è ufficialmente il Presidente degli Stati Uniti, e la prima firma apposta da quando è in carica con pieni poteri ha riguardato la legge sulle discriminazioni femminili, per garantire sui luoghi di lavoro a tutti i lavoratori, in particolare alle donne, una reale parità :
“Questa è una bella giornata…e lo è ancora di più perché questa è la vera prima legge che porta la mia firma”: il Presidente Obama ha aperto così alla Casa Bianca l’incontro organizzato il 30 gennaio con Lilly Ledbetter, la lavoratrice della Goodyear che intraprese una battaglia personale dopo aver scoperto che in busta paga, dopo otto anni di lavoro, era pagata il 40% meno di molti dei suoi colleghi maschi, nonostante facesse esattamente lo stesso lavoro.
La legge, non a caso, è stata denominata “Lilly Ledbetter Fair Pay Act”e Obama l’ha firmata con visibile soddisfazione alla presenza della stessa Lilly Ledbetter, presenti tra le altre la moglie, Michelle, la speaker della Camera, Nancy Pelosi, il segretario di Stato americano, Hillary Clinton.
Obama, rivolgendosi alle tante donne presenti, ha sottolineato come ogni individuo meriti le pari opportunità , e che questa legge rafforza uno dei principi fondanti della Carta Costituente, e cioé che “tutte le persone sono create uguali”, come recita la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti.
Scopo di tale legge è rendere più facili eventuali azioni legali da parte di persone che si considerano discriminate sul lavoro.
Il caso di Lilly è in effetti a dir poco imbarazzante: la lavoratrice denunciò l’azienda, un tribunale le diede ragione, ma durante l’era Bush la Corte Suprema sancì che la lavoratrice aveva tardato nel presentare la denuncia, poiché questa andava presentata entro sei dal presunto torto subito, ma in questo caso Lilly aveva subito discriminazioni per anni a sua insaputa.
Tutto ciò ha comunque messo in moto un’importante campagna di sensibilizzazione nei confronti di tali fenomeni tanto giungere, finalmente, all’approvazione di una legge.
Quest’ultima è stata applaudita a lungo da tutte le donne presenti in sala, anche perché particolarmente sentita: in America, infatti, ancora oggi in molti settori le donne ricevono il 23% meno dello stipendio dei loro colleghi maschi.
“Nel firmare questa legge, voglio dare un segnale chiaro – ha detto Obama -: e cioé che non ci sono cittadini di seria A o di serie B sui luoghi di lavoro”.
Il presidente più chiacchierato al mondo ha dato un grande esempio di come in pochi giorni si possa giungere ad una conclusione inerente un grave disagio presente da sempre: questo sarà da monito ai tanti politici italiani pronti solo a rubare altrettanti stipendi?
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