Approvato il decreto anti-stupro
Questa mattina è stato approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri il decreto anti – stupro, come era stato anticipato nei giorni scorsi, in seguito agli innumerevoli episodi sconcertanti avvenuti nel nostro Paese.
Il DL approvato prevede l’ergastolo per chi commette un omicidio inerente ad una violenza sessuale.
“L’ergastolo diventa la sanzione per chi ha commesso omicidi inerenti al delitto di violenza sessuale”, ha annunciato nel corso della conferenza stampa il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha parlato di un “decreto dalla parte delle donne”.
”Questo governo – ha sottolineato il Guardasigilli – con questo decreto sposta l’ambito dell’ordinamento giuridico per quel che riguarda la violenza sessuale dalla parte delle donne”.
Agli stupratori non saranno più concessi gli arresti domiciliari.
È quanto prevede le «Modifiche al Codice di procedura penale: si estende l’obbligatorietà della custodia cautelare in carcere – si legge nel decreto – per i delitti di prostituzione minorile, pornografia minorile, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile, violenza sessuale, esclusi i casi di minore gravità , atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo, etc.
Si prevede l’arresto obbligatorio in flagranza per violenza sessuale, tranne i casi di minore gravità , e per violenza sessuale di gruppo
con conseguente possibilità di procedere con rito direttissimo e celebrare il processo anche nell’arco di 48 ore».
Gli immigrati, secondo il decreto, potranno rimanere nei Cie (centri d’identificazione ed espulsione immigrati) fino a 6 mesi (il limite attuale è di due mesi).
La norma, ha sottolineato Roberto Maroni, , “serve per l’identificazione, ma soprattutto per il nulla osta al rimpatrio da parte dei paesi di provenienza, che spesso e’ molto lungo e quindi i 2 mesi non sono sufficienti e si da’ il foglio di via all’immigrato, che pero’ non ritorna nel suo paese”.
In questo modo, rivendica Maroni, “i 6 mesi sono sufficienti per garantire il rimpatrio a tutti coloro che sono nei centri”.
Il responsabile del Viminale ha annunciato che verranno stanziati 100 milioni di euro per allestire un sistema più efficace di presidio del territorio e verranno assunti entro il 31 marzo ben 2.500 agenti per questo piano di controllo, e che saranno aperti nuovi centri di identificazione-espulsione.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi spiega che “il governo può utilizzare la decretazione di urgenza a seguito del CLAMORE suscitato dai recenti episodi”.
Dopo l’approvazione del decreto di legge anti-stupri, il premier ha inoltre sottolineato che “rispetto al 2006-2007 i casi di stupro sono diminuiti del 10%”.
Ho volutamente riportato in maiuscolo la parola “clamore” dal momento che la trovo inappropriata.
È grazie al clamore che è stata approvato in modo così repentino il disegno di legge?
O perché è inquietante che la donna non fosse tutelata e che gli stupratori non avessero la pena adeguata al reato commesso?
Inoltre cosa vuol dire che i reati di stupro sono diminuiti nel corso del 2008/2009??
Significa che forse tutta quest’urgenza di un decreto non c’era e che abbiamo scomodato il premier e tutti gli altri parlamentari per qualcosa che poteva aspettare???
Voleva forse tranquillizzarci (!!!!) con certe percentuali, ma sicure non lo siamo, soprattutto con la politica che ci ritroviamo in Italia, politica che dovrebbe prendere ad esempio alcuni Paesi, come l’Albania, dove anche per piccoli furti si va in galera per anni, mentre qui, se non vedono coi loro occhi violentare o uccidere qualcuno si danno i domiciliari, poi le attenuanti, poi forse non è colpevole, poi si è liberi per decorrenza dei termini, o se ci si mette alla guida sotto l’effetto di droghe è ritenuto omicidio colposo e non volontario: pochi mesi (se va veramente male!!) e poi fuori, libero, come se mai si fosse tolta la vita ad un essere umano.
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