Sono veramente stufa ed indignata al pensiero che ancora oggi si dica che l’8 marzo sia la “festa della donna“.
Ogni pretesto è buono per fare del consumismo, che sia Natale, Pasqua, ferragosto…o l’8 marzo.
Quante donne, questa sera, andranno fuori con le amiche a divertirsi?
Tante, troppe, e molto ignoranti.
Già , perché se si pensasse al motivo per cui fu istituita la giornata della donna forse non ci sarebbero più i vari festini a base di spogliarello che popolano i numerosi locali del Paese.
Ricordiamo, dunque, che l’8 marzo 1908 negli Stati Uniti circa 130 operaie di un’industria tessile persero la vita a causa di un incendio divampato, per l’assenza di sistemi di sicurezza, all’interno dello stabilimento in cui, tra le altre cose, venivano sfruttate e sottopagate in quanto donne, ma a questo siamo abituati perché è la realtà anche del 2009.
I corpi delle povere donne vennero coperti dalla mimosa che si trovava nei pressi del luogo della tragedia, e da qui è divenuto il simbolo di una giornata che dovrebbe essere di commemorazione e non di festa.
Basta, quindi, con gli auguri, cene varie e tutto il resto.
Ci lamentiamo del fatto che gli uomini ci considerino inferiori a loro, ma pensiamo che sono in primis tante donne a non portare rispetto alla condizione femminile perché prese dai festeggiamenti di quella che, a parer mio, dovrebbe essere ritenuta un ennesimo “giorno della memoria”.
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