300 donne afgane prese a sassate…ed altre donne restavano a guardare

Posted by on Apr 17, 2009 in Women and violence | 0 comments

Se dicessi di non essere meravigliata per quanto appreso due giorni fa dal Tg, apparterrei a quella categoria di persone che ormai, anche dinanzi alla morte in diretta di un bambino, resta impassibile perché “la tv ci ha abituati a vedere certe scene già  nei film” e non si riesce più a distinguere la realtà  dalla finzione.

Si sa che la battaglia contro la violenza su noi donne dura da sempre e che, nonostante sia stato fatto e si continui a fare tanto, si è ancora lontani dall’aver raggiunto qualcosa di veramente importante.
Ogni giorno sentiamo storie di violenza, sulle donne, sui minori, sugli anziani, ma non per questo, non perché sia la quotidianità , la cosa debba lasciarci indifferenti.

Mercoledì 15 aprile, 300 donne afgane che manifestavano a Kabul contro quella orrenda legge che autorizza lo stupro coniugale, sono state prese a sassate.
La legge, che il Presidente americano ha definito “aberrante”, regola il diritto di famiglia per la minoranza sciita (circa il 15% della popolazione) e autorizza, appunto, lo stupro coniugale, togliendo alle mogli ogni tutela.
Il marito sciita può pretendere di avere rapporti sessuali ogni quattro giorni, a meno che la moglie non sia malata; inoltre regola i casi in cui la donna può uscire di casa da sola: è “responsabilità  della sposa essere pronta a soddisfare sessualmente io marito e non lasciare la casa senza permesso, salvo in caso di bisogno o difficoltà ”.
Questa manifestazione, organizzata dalle attiviste afgane per i diritti delle donne, si è tenuta di fronte ad una moschea sciita costruita di recente proprio da uno dei fautori della legge.

Cosa mi ha colpita di più in tutta la vicenda?
Il fatto che tra le migliaia di persone che gridavano “morte agli schiavi dei cristiani” continuando a lanciare sassi contro le manifestanti ci fossero anche loro, delle donne, quelle donne che forse, un po’ per paura, un po’ perché circuite da sempre dai loro familiari, hanno preso a sassate degli esseri umani che manifestavano anche per i loro diritti, i diritti di coloro le quali può darsi davvero oggi siano convinte che una donna non sia degna della libertà .

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