Maria è una giovane e simpatica donna pugliese nata nel 1971 a Laterza ma che ormai da 10 anni vive e lavora nella “città rossa”, Bologna.
Sin da piccolissima la nostra Maria ha esternato l’amore per la fotografia, ma è dal 2006 che questa sua passione è emersa in tutte le sue forme, anche e soprattutto grazie al corso che in quello stesso anno ha frequentato presso il circolo Petroniano delle Arti – Gruppo Avis della città emiliana, e da allora è socia attiva e volenterosa del circolo di cui è vicepresidente Antonio Iannibelli, a mio avviso il più grande fotografo naturalista italiano nonché creatore del più grande portale di ricerca e fotografia naturalistica italiano (http://www.provediemozioni.it).
Non avendo scelto ancora una specializzazione fotografica, Maria cerca di “immortalare” con la sua macchina (una semi – professionale Nikon D200) e con la sua mente qualunque dettaglio la colpisca e in ogni occasione!
La troviamo particolarmente attiva in manifestazioni culturali e gastronomiche o in gite naturalistiche per fotografare paesaggi che tolgono il respiro o animali che non è facile avvistare e, logicamente, fotografare.
Eppure Maria, nonostante sia ancora alle prime armi, è in possesso di un primato che molti appassionati sia di animali che di fotografia le invidieranno di certo: è infatti la prima donna che è riuscita a fotografare un lupo selvatico.
Grazie ad Antonio Iannibelli che, oltre ad essere un fotografo rinomato è anche un grande conoscitore di lupi, Maria, un po’ per curiosità , un po’ per il fascino delle storie raccontate dallo stesso Antonio, ha cominciato a documentarsi su questo animale la cui vera storia non è riportata quasi da nessuna parte per ciò, con la determinazione e la tenacia che la contraddistinguono, ha deciso di “invadere” i territori frequentati dai lupi nella speranza di poterli avvistare.
Dopo intere settimane in attesa che qualcosa accadesse, la nostra Maria aveva iniziato ad avere seri dubbi sulla possibilità che un lupo le si presentasse lì per farsi scattare una foto!
Una sera, però, avendo abbandonato ogni barlume di speranza, mentre passeggiava in una zona normalmente frequentata dai lupi (ma che fino ad allora non avevano dato segni di vita!), un amico “luparo” che l’accompagnava prova a richiamarli con un ululato (su richiesta di Maria!) e, all’improvviso, il branco risponde.
Un’emozione unica, secondo Maria, che speranzosa di sentirli ancora è ritornata varie volte in quel luogo, ma nulla è accaduto.
Un anno dopo, però, come un dono piovuto dal cielo Maria ha avvistato ben quattro lupi ad una distanza di circa 200 metri, ma purtroppo le cattive condizioni atmosferiche non le hanno permesso neanche questa volta di raggiungere il suo obiettivo.
Questo non l’ha scoraggiata, ed infatti una mattina, dopo vari tentativi andati a vuoto, qualcosa è successo . Un lupo, che correva verso il bosco, era a 100 metri da lei.
Con un’emozione che la assaliva fino a non farla quasi respirare, Maria ha preso la sua macchina ed ha scattato fino a quando non ha più avuto il lupo nel mirino.
Accerchiata dai suoi amici al grido di “viva la prima donna lupara”, Maria ha pensato al privilegio che aveva avuto nel fotografare un animale di cui, in due anni, ha potuto ammirare la bellezza, l’intelligenza ed il ruolo indispensabile che occupa nel ciclo naturale, capendo anche quali danni irreparabili provocherebbe una sua eventuale estinzione.
Ho avuto l’onore di conoscere personalmente Maria Perrone e di diventarne amica: è una donna intelligente, spiritosa, che ha inseguito un sogno con caparbietà ed è stata giustamente ripagata.
Non è stata ambiziosa, secondo i parametri della società attuale: non ha chiesto popolarità , soldi, successo, ma una semplice foto di un semplice lupo, segno che esistono ancora persone con valori e che per essere serene si accontentano di poco…come di una semplice fotografia.
Vi riporto qui di seguito qualche riga estrapolata dal racconto di Maria concernente la sua “avventura lupara”.
C’era una volta un lupo cattivo
“C’era una volta un lupo cattivo che mangiò in un sol boccone una nonnina…”.
L’infanzia di tutti i bambini è stata attraversata da questa favola che ha creato una delle paure più frequenti tra adulti e bambini, quella per il lupo.
Anche la mia chiaramente.
Finché un giorno di un paio d’anni fa incontrai un fotografo naturalista grande conoscitore di lupi, quelli veri, e cominciai ad appassionarmi alle sue storie, cominciai a leggere i suoi racconti che narravano di giornate, pranzi, giochi assieme a questi animali così temuti da tutti, grandi e piccini.
Le condizioni atmosferiche erano davvero proibitive, non era ancora giorno, pioveva e c’era nebbia, era praticamente impossibile vedere ad una distanza superiore a 100 m anche con il più
luminoso dei binocoli.
La mancanza di luce rendeva tutto più faticoso, il freddo cominciava a trapassare i vestiti e la tensione aumentava.
Ma ecco che una telefonata di uno degli amici mi avverte che probabilmente un lupo che aveva avvistato poteva scollinare ed arrivare dalle mie parti.
Se vi abbiamo incuriosito e volete leggere per intero il racconto di Maria visitate il sito
Buona lettura!!!!

Grazie Paola per le belle parole. E’ mio l’onore di averti conosciuta ed è un piacere collaborare con te. A presto, Maria
Anche io ho avuto il privilegio di conoscere Maria e Antonio, seppur da poco tempo…
bravissime e simpatiche persone oltre che ottimi fotografi.
Complimenti a Paola per gli articoli.
Franco
Volevo ringraziare Paola per avermi inserito nei siti amici (troppo buona nel definirmi bravissimo) ma non trovo, se non questo, il mezzo per farlo.
Grazie Paola !!!
ma…Maria….io non sapevo nulla su questa tua passione…non so cosa dire! l’unica parola che mi viene è…AFFASCINANTE…ho voglia di vederti! e soprattutto che mi racconti tutto…a presto! tua Clara