Ieri 27 aprile, la grande giornalista Ilda Bartoloni è morta nella sua casa romana dopo una lunga malattia che non le ha comunque impedito di portare a termine importanti lavori come ha fatto per 40 anni stando sempre in prima linea dalla parte delle donne.
Nata a Roma nel 1946, era stata assunta in Rai nel 1975, ma le sue collaborazioni duravano già da alcuni anni.
La sua è una carriera ricca di note importanti, difatti nel 1978, al Tg2 di Andrea Barbato, si era occupata di terrorismo e dei grandi processi, ma anche dei cambiamenti sociali e di costume con inchieste sull’aborto, sul femminismo, sul divorzio.
Tra gli innumerevoli premi vinti dalla giornalista ricordiamo quello di miglior cronista per il processo di Catanzaro e, nel 1999, unica italiana, il premio internazionale di giornalismo «Matilde Serao».
Fra i suoi scritti vogliamo citare un saggio sulla conferenza delle donne a Pechino per il libro «La disparità virtuale», a cura della docente di antropologia culturale dell’Università la Sapienza Gioia Longo, e quello su «Il Nuovo Potere Delle Donne».
Ilda Bartoloni è stata anche ideatrice e conduttrice di Tg3 Punto Donna, settimanale d’ ‘informazione dal punto di vista delle donne’.
Già precedentemente aveva voluto porre l’attenzione sui problemi del mondo delle donne, e l’aveva fatto tramite una rubrica d’informazione al femminile all’interno di una testata giornalistica pubblica: “Diogene, dalla Parte Delle Donne”, dopo cui ha realizzato “Mafalda”, il Tg2 Dalla Parte Delle Donne, ottenendo sempre ottimi successo d’ascolto.
A mio avviso credo che sia scomparsa una grande professionista che, grazie al suo lavoro preciso, accurato e costante, ha segnato l’informazione del servizio pubblico radiotelevisivo, imponendo in una Rai tradizionalmente maschilista una lettura dei fatti finalmente anche da un altro punto di vista: quello delle donne.
Ciao Ilda
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