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Valore D – Le imprese funzionano meglio se dirette dalle donne

maggio 2009 da Paola Assanti

Il 7 maggio a Milano sono stati presentati , nel corso di un convegno, i risultati della ricerca per Valore – D, l’associazione per la crescita dei talenti in rosa.

Non è una novità  che le ai vertici rappresentino una minima percentuale (in sono il 4%, contro una dell’11%), ed infatti lo studio ha riguardato non la quantità  di a capo di , quanto piuttosto gli effetti della loro presenza all’interno delle organizzazioni.

I dati della ricerca hanno presentato un (indicatore della redditività ) superiore del 10% rispetto alla media di settore, ed un risultato operativo netto quasi il doppio nelle che presentano ai posti dirigenziali.

Nel caso del nostro Paese, le percentuali si aggirano intorno al 21% di utile operativo medio, ed un del 3% in più.
Tutto questo non viene comunque riconosciuto in quanto la percentuale di dirigenti fra il 2004 e il 2007 è cresciuta di un solo punto.

Eppure l’ vanta il numero di laureate in materie “maschili” (si intendono le facoltà  di giurisprudenza, scienze politiche,ingegneria) superiore alla : quest’ultima ha una percentuale del 24%, mentre le dottoresse italiane rappresentano il 29%.

Sempre secondo i dati della ricerca, può essere sfatato il mito dei settori tipicamente femminili come il terziario, dalla sanità  all’insegnamento, in cui le al vertice non toccano nemmeno il 40%.

Si pensa sempre, poi, che i figli rappresentino per le loro madri un ostacolo nell’avanzamento di , eppure le statistiche parlano chiaro: in il rapporto di numero di figli per donna è di 1,3 contro l’1,9 della Francia , l’1,6 del Belgio e l’1,8 di Norvegia e Svezia, e sempre in vi è la più bassa presenza di ai vertici.

Ciò cosa vuol dire?

Sicuramente non è una casualità  che qui da noi il tempo dedicato alla cura della casa e della famiglia, oltre il lavoro, sia superiore rispetto alla e che solo il 6% dei bambini italiani riesca ad entrare in un asilo contro il 44% della Norvegia ed il 26% della Francia.

Il problema risiede allora nella sempre e solita carenza di strutture che possano aiutare la donna mamma e nella gestione di entrambi i ruoli senza compromettere uno dei due in favore dell’altro.

E’ dinanzi a questi dati allarmanti che alcune tra le maggiori , come Enel, Fiat, Microsoft, Ikea, , Sanpaolo ecc. hanno deciso di dare vita all’associazione Valore-D, con l’auspicio, come affermato da , deputy country manager di Ikea e presidente di , “di valorizzare lo stile di che solo le sono in grado di portare all’interno delle organizzazioni”.

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