Donne disabili: una discriminazione multipla

Posted by on Jun 17, 2009 in Various | 0 comments

Quando parliamo di “discriminazione” tendiamo a pensare alle varie forme in cui si presenta: verso le donne, gli stranieri, i disabili, e così via.

Pensiamo mai ad associare due di queste forme di razzismo in una sola?

Se sì, ne viene fuori una di cui questo blog non aveva ancora discusso e su cui pone oggi l’accento: le donne disabili, discriminate due volte.

Due volte, sì, perchè non solo si ha la colpa di non essere un uomo, ma a ciò si aggiunge la “sfortuna” di non essere “normale”, di girare su una sedia a rotelle, se va bene, o di vedere il mondo, a 40 anni, ancora, e per sempre, con gli occhi di un adolescente.


Questa “multipla discriminazione”, così denominata dal nostro capo di Stato Giorgio Napolitano, si riscontra, com’è facile intuire, nel lavoro, nell’istruzione e nella vita affettiva.

In un intervento nel corso di un convegno internazionale organizzato qualche tempo fa da Integra, Federazione italiana superamento handicap (Fish) e Disabled people international (Dpi), Tiziana Biolghini, consigliere delegato per l’handicap alla provincia di Roma, ha affermato come l’identità  di genere delle persone disabili rimanga un tabù, ricordando che accanto alle difficoltà  delle donne disabili vi sono quelle delle madri di figli con disabilità , donne con cui la Biolghini si confronta quotidianamente, donne che danno alle loro figlie la pillola anticoncezionale spacciandola per un farmaco, o che portano i loro figli dalle prostitute.

Il concetto di disabilità  , quindi, eclissa il genere.

Le donne sono considerate “asessuate”, e non considerate nei loro ruoli di madre, di moglie, di lavoratrice, di donna che sa e vuole amare.

Le donne disabili si sposano infatti molto più tardi delle altre donne e anche dei maschi disabili, e secondo i dati del Dpi, se l’handicap sopraggiunge dopo il matrimonio, le donne vengono lasciate più spesso degli uomini.

Se pensiamo poi alla maternità , questa viene il più delle volte sconsigliata dai medici e dai familiari stessi, mentre gli aborti e le sterilizzazioni colpiscono le donne con disabilità  intellettiva.

Secondo le stime di una ricerca condotta da Sobsey nel 1994, dal 39 al 68% di ragazze e dal 16 al 30% di ragazzi con ritardo nello sviluppo mentale saranno sessualmente abusati prima del loro diciottesimo compleanno.

Questa “discriminazione multipla” colpisce 300 milioni di donne disabili nel mondo e circa 1.900.000 in Italia, e si riscontra anche nella scuola, il luogo che invece dovrebbe cercare di far sentire ogni essere umano uguale all’altro.

Qui, invece, si riscontra una percentuale bassissima, solo l’1%, di donne disabili che sanno leggere e scrivere, contro il 3% degli uomini, mentre nel lavoro la presenza femminile è del 25% contro il 35% di quella maschile.

L’esistenza di una doppia discriminazione delle donne è stata riconosciuta dalla Convenzione Onu dei diritti dei disabili, come si legge nell’articolo 6, eppure, a due anni dalla sua approvazione, solo 13 Stati l’hanno ratificata e per entrare in vigore serve la ratifica da parte di almeno 20 Stati.

L’anno scorso qui da noi il testo era ancora in discussione alle Camere..

E già , ma da noi si preoccupano di cose più serie…come del divorzio di un certo Silvio…

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