Noi di Euroequality vogliamo condividere con tutti voi un post di Daniela Del Boca e Nadia Urbinati pubblicato su Lavoce.info in cui viene presentata una lettura in chiave economica della rappresentazione del corpo femminile in modo offensivo da parte della stampa.
Rifacendomi al titolo del post, Giornali che offendono le donne, posso affermare che sicuramente il corpo della donna viene ampiamente sfruttato, come mezzo attrattivo, in programmi televisivi, nelle pubblicità (in qualunque fascia oraria, nonostante alcune non siano adatte alla visione di un pubblico composto da bambini perchè palesemente ricche di doppi sensi ecc.), sui cartelloni al centro delle città per far distrarre i tanti imbecilli maniaci che circolano sulle strade e che rischiano di investire qualcuno come se mai avessero visto una donna in vita loro…
Non diamo alla colpa solo alla controparte, però, come si è abituati a fare, perchè non credo che qualcuno costringa quelle donne ad esporre il proprio corpo: c’è sempre un tornaconto, giusto?
Se si ha un minimo di dignità , anche nella peggiore situazione economica ci si possa trovare, una donna non può mettere in vendita se stessa.
Ho letto vari commenti a riguardo, ma un in particolare mi ha colpita:
“Ogni donna dovrebbe rifiutarsi di accettare lavori che alimentano il degrado dell’immagine femminile. Utopia, purtroppo, in una società dove ognuno è costretto a ‘prostituirsi’, in un modo o nell’altro. E per la velina di turno è certo più remunerativo che per le precarie di un call-center…”
E’ più remunerativo, indubbiamente, fare la velina o cose affini, eppure, chissà perchè, preferirei lavare i vetri in qualche condominio o essere una precaria di un call center…
E lo dice una che passa il tempo a cercare concorsi in internet per mettere a frutto una laurea presa a pieni voti, che non ha un lavoro se non saltuario, visto che lavoro non ce n’è, ma che riesce a guardarsi allo specchio fiera di essere povera ma seria.
Ecco il post: Giornali che offendono le donne
“Le versioni on-line delle maggiori testate italiane mostrano ogni giorno immagini offensive delle donne. Evitarle è quasi impossibile perché spesso sono più centrali delle notizie del giorno. Eppure, le donne leggono più degli uomini e almeno quanto loro usano Internet. Sotto il profilo economico, conviene allora insistere con foto destinate a solo una parte della massa dei consumatori? Anche i quotidiani che giustamente criticano il governo per ragioni di carattere etico, non sembrano voler opporre valori diversi da quelli che sono alla radice del malcostume denunciato.”
Continua la lettura dell’articolo
Recent Comments