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Violenza sessuale: noi donne non siamo tutelate dallo Stato
luglio 2009 da Paola Assanti
Come tutti sappiamo, Luca Bianchini è attualmente considerato lo stupratore seriale di Roma: è difatti accusato di tre violenze sessuali avvenute in garage condominiali.
L’uomo è stato riconosciuto da altre due donne grazie alle foto pubblicate dai giornali dopo il suo arresto.
Per di più, già nel 1996, Bianchini era stato indagato per molestie nei confronti di una vicina, ma era stato riconosciuto (guarda un po’) “incapace di intendere e di volere”.
Le prime due donne si aggiungono alle tre vittime degli abusi compiuti tra aprile e luglio a Roma: per le ultime tre Bianchini sarebbe incastrato, secondo l’accusa, dal test del Dna.
Fortunatamente le prime due donne non hanno subito violenza, almeno non quella fisica, poiché entrambe hanno reagito urlando e mettendo così in fuga l’aggressore.
Naturalmente l’uomo si dichiara innocente, nonostante le innumerevoli prove trovate dicano il contrario.
Tutte le vittime delle violenze hanno raccontato agli investigatori della Squadra Mobile che l’uomo, dopo lo stupro, portava via con sé gli slip.
La biancheria intima delle donne non è però stata ritrovata nelle
perquisizioni compiute dagli investigatori della Mobile nell’abitazione di Luca Bianchini, così come non è mai stato ritrovato il passamontagna che lo stupratore ha utilizzato nel corso delle violenze, ma è possibile che Bianchini possa aver nascosto o essersi sbarazzato di questi oggetti.
Nel frattempo, però, nel telefono cellulare dell’indagato gli investigatori hanno rinvenuto un video in cui è ripreso il pavimento e in sottofondo si sente la sua voce che sussurra «amore, amore».
Attualmente l’uomo si trova in carcere dove continua ad urlare la sua innocenza:” Sono innocente, vi state sbagliando, voglio rifare il test del Dna alla presenza di un mio perito di fiducia”.
Già , perchè Bianchini aveva volutamente fatto il test per dimostrare la sua estraneità ai fatti, ed invece proprio il DNA ha confermato, a quanto pare, il contrario.
Ora, che lui sia o meno lo stupratore è compito della magistratura accertarlo e noi non entriamo in merito a ciò fino a quando non avremo la certezza della sua innocenza o colpevolezza che sia.
Ciò su cui porre l’accento è la pena che non viene inflitta per reati di violenza sessuale, mentre poi magari ci ritroviamo in galera gente che ha rubato un pezzo di pane e del latte perchè non riece ad arrivare a fine mese e dare da mangiare alla famiglia, o persone che per difendersi da qualche intruso sorpreso in casa sono diventate assassine e condannate per omicidio colposo o addirittura “volontario”.
E non è volontario uno stupro?
No, certo, perchè si ricorre sempre alla solita maledettissima frase “incapace d’intendere e di volere”.
Non m’interessa: volere o no, in Italia è tempo che si cominci a pagare seriamente.
Non possono andare in galera perchè al momento dei fatti gli stupratori non erano in sé?
D’accordo, allora li chiudiamo nelle strutture adeguate, sotto sorveglianza, e si butta la chiave, perchè è giusto che quelle donne (e non solo loro, ma tutte noi) vittime di violenze vivano in serenità e non con la paura di essere aggredite nuovamente magari dalla stessa persona cha la giustizia ha ritenuto non colpevole e che ha scagionato sapendo benissimo che una volta fuori ci saranno altre donne che soffriranno e che prenderanno ancora più coscienza del fatto di abitare in un Paese che non ci tutela.


























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