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Natalia Estemirova…un’altra donna uccisa…e dimenticata…
luglio 2009 da Paola Assanti
Anche Euroequality, come tantissimi altri blog, vuole ricordare la giornalista russa Natalia Estemirova uccisa 4 giorni fa nel nord del Caucaso.
Alcuni testimoni l’hanno vista salire forzatamente su un’auto poco distante dalla sua abitazione.
Il suo corpo, trovato poche ore dopo in un bosco nei pressi di Nazran, nella vicina Inguscezia, e’ stato crivellato da colpi di arma da fuoco: una vera e propria esecuzione.
Natalia lavorava per Memorial, un’associazione che opera in difesa dei diritti umani; era stata insignita del Nobel Women’s Initiative, un premio istituito dalle donne vincitrici del Nobel per la Pace, e a Londra del premio l’Anna Politkovskaya per le donne che si battono per il rispetto dei diritti umani in guerra.
La Estemirova stava lavorando su alcuni dossier estremamanete delicati secondo l’Ong Human Rights Watch, per conto di Memorial, organizzazione nota per aver svelato gli abusi e le distorsioni della storia in Russia.
Da quanto riportato dall’Ansa, secondo l’associazione Memorial l’uccisione della giornalista potrebbe essere collegato alle denunce della donna in merito alla fucilazione pubblica e del tutto arbitraria di un uomo sospettato di collaborare con i guerriglieri avvenuta, esecuzione avvenuta il 7 luglio nel villaggio di Akhinciu’ Borzoi, a 20 km da Gudermes, e la cosa era stata poco gradita dalle autorità filo-russe, secondo un membro dell’Ong Memorial.
Quando ricevette il Premio Anna Politkovskaya a Londra, il 7 ottobre 2007, nel primo anniversario della morte della giornalista russa, Natalia Estemirova tenne un bellissimo discorso, che vogliamo proporvi qui di seguito per non dimenticarla….
“Vorrei dire ai popoli di Europa, non dimenticate che la Cecenia è in Europa.
Sappiate che noi siamo esseri umani come voi, vogliamo le stesse cose che volete voi.
Non ignorate le nostre sofferenze in cambio di gas e petrolio a buon prezzo.
Proteggete le nostre vite, e conservate la dignità umana: solo così manterrete le vostre.
Ricordate sempre le parole del pastore tedesco Martin Niemà¶ller che durante la seconda guerra mondiale disse:
“Prima vennero a cercare i comunisti, ma io non ero comunista quindi non parlai.
Poi vennero a cercare socialisti e sindacalisti, ma io non ero né l’uno né l’altro, dunque non parlai.
Poi vennero a prendere gli ebrei, ma io non ero ebreo, quindi non parlai.
E alla fine quando vennero a prendere me, non c’era rimasto più nessuno che mi difendesse “.
Cosa aggiungere?
Nulla..


























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