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Ritorna la tanto attesa Lingerie Football League
settembre 2009 da Paola Assanti
Riparte la stagione 2009/2010 della Lingerie Football League, un campionato di football americano femminile caratterizzato dal fatto che le giocatrici, oltre a calzature, un casco e protezioni per spalle, gomiti e ginocchia, indossano solo mutandine e reggiseno.
La finale è chiamata Lingerie Bowl.
Nel 2004, con due sole squadre, il torneo era costituito da una sola partita (il primo Lingerie Bowl).
Nel 2005 le squadre sono passate da due a quattro ed è nata la denominazione Lingerie Football League.
Perchè mandare le atlete in campo in lingerie?
Lo scopo ufficiale è quello di riportare la fantasia nel football, facendo sognare spettatori e tifosi con i nomi delle squadre: dal New England arriva la squadra Euforia, da San Diego ecco le ragazze di Seduzione e da Denver il team dei Sogni, il tutto per attirare l’attenzione sul football femminile, meno seguito rispetto all’equivalente maschile.
Data la potenza della lingerie come richiamo per il pubblico e per i media, gli organizzatori sperano di riempire gli stadi.
Sicuramente ci riusciranno, ma che prezzo paghiamo noi donne?
Quello della mortificazione, dell’umiliazione da parte di altre donne: è sempre lo stesso discorso!
La scrittrice femminista Courtney Martin ritiene, infatti, che questo show sia un’umiliazione:
“Qui siamo alla definizione di donna oggetto nella sua versione più bassa e pericolosa.
Le donne giocano non per il loro talento sportivo ma solo perché sono pronte a spogliarsi e a far pagare per farsi ammirare – ha fatto sapere sul sito feministing.com - e se giocassero non in lingerie ma in normali indumenti da gioco più della metà del pubblico non le guarderebbe mai“.
Come darle torto?
Pretendiamo rispetto e pari opportunità, ma non mi sembra che gli uomini siano mai ricorsi a tali metodi per ottenere più consensi.
Se non vi è il rispetto di se stesse, non possiamo pensare di ottenerlo dagli altri.


























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