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La giornalista sudanese Lubna Ahmed-al Hussein preferisce il carcere alla multa
settembre 2009 da Paola Assanti
Ieri abbiamo dato spazio alla notizia riguardante la giornalista sudanese Lubna Ahmed-al Hussein, condannata a pagare una multa di 500 sterline (200 dollari) per abbigliamento indecente in pubblico!
La giovane donna non ha però preso bene la sentenza, rifiutandosi di pagare perchè preferiva il carcere ad una condanna comunque ingiusta.
Dopo una sola notte trascorsa in prigione, la donna è stata però rilasciata grazie all’iniziativa del presidente Moheddin Titawi, presidente dell’Unione dei giornalisti sudanesi.
La giornalista è parsa alquanto seccata dall’iniziativa del gruppo:
«Sono venuti pochi minuti fa in prigione e mi hanno detto che potevo andarmene. Non so il perchè. Non sono felice. Avevo detto a tutti i miei amici e alla mia famiglia di non pagare la multa, ma sono stata liberata. Non sono felice anche perchè ci sono più di 700 donne ancora in prigione che non hanno nessuno che paghi per loro».
In effetti, il presidente dell’Unione dei giornalisti sudanesi non ha spiegato perchè il suo gruppo abbia pagato la multa, ma molti giornalisti sudanesi sostengono che l’organizzazione di Moheddin Titawi abbia rapporti con il governo.
La donna ha comunque sempre affermato, durante l’arco di tutto il processo, di essere pronta ad affrontare ogni tipo di pena e di non avere paura perchè il suo obiettivo principale è quello di arrivare alla cancellazione dell’articolo 152 del codice penale che prevede questo tipo di reato, a suo avviso ingiusto, in quanto contrasta con la Costituzione del Paese e con la sharia.
Forse è da noi che dovrebbero apportare alcune modifiche costituzionali, inserendo l’obbligo di avere rispetto per gli altri, e per se stesse, cominciando proprio dall’abbigliamento, nella Tv e in alcune strade italiane, ancora lontane dall’essere decenti.


























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