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Ancora violenza e ancora una donna uccisa per la religione

settembre 2009 da Paola Assanti

Euroequality è nato con lo scopo di trattare i vari rami delle pari opportunità e del diritto comunitario.

Ultimamente, però, ci troviamo costretti a volgere lo sguardo in una sola direzione, la violenza sulle donne, e non solo per segnalare le iniziative di cui vi abbiamo ampiamente parlato.

In due giorni sono giunte due notizie scioccanti:

la prima riguarda l’uccisione , la ragazza marocchina di 18 anni morta per le coltellate che le ha inferto il padre martedì sera a Montereale Valcellina, la seconda ha come vittima una giovane donna australiana che dall’età di 11 anni, per ben 30 anni, è stata abusata dal padre.

era colpevole di avere un sogno: integrarsi.

Voleva appartenere al mondo nel quale viveva, voleva farlo nel modo migliore, lavorando e rispettando la normalità della vita di questo Paese che l’aveva accolta dopo la partenza da Casablanca, dove era nata.

Questo sogno è stato ucciso da suo padre , 45 anni, che probabilmente aveva progettato da tempo il delitto, perché quella voglia di normalità della figlia era inaccettabile.

Del sogno d’integrazione di Sanaa faceva parte anche , un ragazzo di 31 anni  con cui era nata una storia importante, storia che la famiglia si Sanaa non poteva accettare per differenti motivi: troppa differenza di età, troppe diversità di cultura, una religione troppo lontana dall’Islam.

Martedì, l’uomo ha atteso la figlia ed il ragazzo sulla strada che portava al ristorante Spia, dove Sanaa lavorava e di cui Massimo è socio;l’uomo ha bloccato l’auto in una zona boscosa, ha accoltellato la figlia, l’ha inseguita nel bosco e l’ha colpita anche alla gola.

Un negoziante di Montereale Valcellina ha detto che la mattina di martedì aveva acquistato un grosso coltello da cucina, sicuramente l’arma del delitto, giustificando l’acquisto grazie al suo lavoro di cuoco.

Inoltre, Massimo, ancora sanguinante, al primo soccorritore, ha detto chiaramente:”E’ stato il papà di Sanaa“.

“E’ un delitto orribile, disumano, inconcepibile, frutto di una assurda guerra di religione che è arrivata fin dentro le nostre case“, ha detto il ministro Carfagna, che come la Regione Friuli Venezia Giulia si costituirà parte civile nel processo.

Casi terribili come questi – ha aggiunto – ci inducono a proseguire la strada del ‘modello italiano’ nell’integrazione degli immigrati: ciascuno, in Italia, deve avere il diritto di professare la propria fede come crede, ma – ha concluso - il Paese può accettarlo soltanto se questa è rispettosa dei diritti umani, compreso quelli delle donne, e delle leggi dello Stato”.

Nel secondo caso, quello della ragazza stuprata dal padre per oltre 30 anni, non c’è alcuna “colpevolezza”, a differenza di Sanaa…

L’uomo ha iniziato ad abusare della figlia quando aveva solo 11 anni; la ragazza non ha mai raccontato nulla delle subite perchè minacciata dallo stesso carnefice di contro la madre.

Nel febbraio scorso  ha finalmente trovato il coraggio di denunciare il padre alla polizia.

In più, nel corso di questi 30 anni, la donna ha avuto quattro figli dal suo

Cosa pensare in questi casi?

E’ davvero giusto che gente del genere abbia anche un avvocato che la difenda?

Si possono trovare delle attenuanti per chi uccide una figlia perchè troppo libertina, secondo  la religione in cui si crede, o per chi ne stupra una???

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