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Le donne lavoratrici hanno meno tempo libero rispetto ai colleghi maschi: lo afferma una ricerca
ottobre 2009 da Paola Assanti
Tre anni e tre mesi: è quanto una donna lavora in più rispetto ad un uomo nell’arco di una vita professionale di circa 40 anni.
Questo il dato più significativo che emerge dalla ricerca «Il tempo è donna», realizzata dall’Istituto di Ricerca ISPO e commissionata dalla Maison Eberhard & Co.
I risultati del sondaggio, commentati da, confermano che sono le donne le più impegnate nell’arco della giornata.
È il lavoro domestico, sommato a quello fuori casa, ad incidere maggiormente nell’economia quotidiana di ogni donna.
Considerando esclusivamente la fascia di popolazione occupata, il lavoro femminile è nettamente superiore a quello maschile: 8 ore e 30 minuti rispetto alle 7 ore e 23 minuti impiegati dagli uomini.
Ciò che stupisce però è che la percezione della gestione del tempo è totalmente opposta rispetto ai dati rilevati.
Basti pensare che il tempo libero delle donne viene percepito dalla maggioranza della popolazione uguale o addirittura superiore a quello degli uomini.
Veniamo al tempo dedicato alla famiglia: tre quarti della popolazione (pari al 76,4) sono convinti che siano le donne ad occuparsi in misura maggiore della famiglia.
Tra le donne questa percentuale è addirittura maggiore (85,6), mentre tra gli uomini c’è un leggero aumento di chi sostiene che siano entrambi in modo uguale ad occuparsi della famiglia (8,4% in più del dato generale).
Vanno in ufficio, poi una volta a casa tutto ricomincia.
Il bello è che alle ragazze tutte queste ore vengono pagate solo per metà: 4.39 retribuite, 3.51 no.
Eppure scorrono pesanti le lancette a sfacchinare: piatti da lavare, spesa e manicaretti.
I compagni, i fidanzati e anche i single a tutte queste familiari amenità dedicano appena un’ora e dieci minuti, sei ore e 13 finiscono in busta paga, oltre 4 ore (quasi una in più delle donne) se le possono permettere per intrattenimenti e svaghi.
Cambia la situazione del tempo diseguale se si calcola tutta la popolazione, anche quella non impiegata: peggiora.
Per le donne, ovvio.
Dati oggettivi, come specifica la ricerca.
Per dire: il tempo libero delle donne viene considerato dalla maggioranza della gente uguale o addirittura superiore a quello degli uomini, soprattutto dagli stessi maschi, mentre quasi tre donne su dieci attribuiscono una maggiore quantità di tempo all’altro sesso.
Ma loro, i maschi, proprio non ci stanno: dicono che lavorano e quanto, dannatamente tanto, più delle mogli e delle amiche.
Riunioni, appuntamenti, scrivanie, pratiche.
L’ufficio, e cioè il lavoro retribuito, loro lo ingigantiscono quando ne parlano: nel calcolo interiore diventa smisurato pur essendo privo delle fatiche cui si sottraggono.
Nell’intima contabilità, la voce lustrare padelle non entra.
Destreggiarsi è il motto.
Le donne lo sanno bene, da sempre e sempre più spesso adesso.
Sono abituate a fare 1000 cose, anche se poi ci si lamenta di giorni sempre più corti e di cose che ogni volta rimangono inevase.
Che sia una bolletta, un saluto ai genitori o un po’ di sonno.
Tutto scorre troppo in fretta, lo dice quasi la totalità degli italiani a qualsiasi genere appartenga.
La vita che fugge e ci invecchia: in questa paura le donne non sono più sole.
Le donne sgobbano parecchio, sempre, più degli uomini, anzi, di molti uomini, perchè non bisogna generalizzare.
Per fortuna esistono tantissimi mariti e fidanzati che amano davvero le loro compagne e capiscono quanto sia importante venirsi incontro.
Altri, invece, sono costretti a fare tutto da soli perchè esistono anche donne che credono erroneamente che le pari opportunità diano loro la facoltà di sprofondare nel divano e far gestire la casa al compagno, anch’egli lavoratore, o a qualche donna di servizio.
Non è così: le pari opportunità includono anche il genere maschile, per chi non l’avesse ancora intuito!
Fonte: repubblica.it


























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ottobre 30th, 2009 alle 12:57
ci voleva una ricerca per capirlo …
ottobre 30th, 2009 alle 13:12
Infatti non ce n’era bisogno, ma certa gente deve giustificare lo stipendio e allora cerca e ricerca!!!!