Donne al bivio: un figlio o la carriera?

Posted by on Nov 8, 2009 in Women and work | 0 comments

adriana_volpe_festeggia_34_anni_4845Quando si pensa ad una donna che a causa delle difficoltà vede frustrata la sua leggittima aspirazione ad avere un figlio, s’immagina magari una precaria, con il lavoro appeso ad un contratto a progetto e tante rate da pagare.

E invece no, a sorpresa anche nel cosiddetto “dorato” mondo dello showbiz c’è chi non può permettersi di mettere un cantiere un bebè.

È il caso di Adriana Volpe, che lamenta: «Vorrei un figlio, ma la carriera me lo impedisce».

E dire che la showgirl, sarebbe «una mamma particolarmente dolce e un po’ apprensiva, credo – ha detto – Anche se non posso prevedere con esattezza come reagirò di fronte a questa piccola creatura. Quello che spero con tutto il cuore è di poter continuare a lavorare con soddisfazione senza dover condizionare la mia vita privata».

A giudicare dalla moltiplicazione delle pance – Ilary Blasi, Alena Seredova, Elena Santarelli – la tv italiana sembra una nursery.

Ma non sempre fila tutto liscio e allora il sogno viene rimandato, e ancora rimandato: colpa della troppa concorrenza (e il caso La prova del cuoco insegna…):

 «Il problema è che quando ti assenti anche solo per una gravidanza non è detto che tu possa ritornare nel posto che hai lasciato – ha affermato la Volpe – Non siamo assolutamente tutelate. Un esempio per tutti: la vicenda Clerici-Isoardi. Questo è un po’ il limite di chi fa il nostro mestiere. Bisognerebbe augurarsi di partorire in estate per essere pronte a rientrare a settembre. Ma i figli nascono quando il buon Dio te li manda».

Impegnata nel programma televisivo I Fatti Vostri, la showgirl ha spiegato:

«Penso che per essere davvero realizzate e vincenti come donne occorra investire parallelamente sia nella vita professionale che in quella privata. Bisogna essere pronte a rischiare, a mettersi in gioco. Se avessi la bacchetta magica, mi piacerebbe fare come Simona Ventura che ha avuto due bambini e ha sempre lavorato portando avanti i suoi progetti con la stessa forza e determinazione di sempre. E poi c’è da dire che quello della tv è un mondo spietato. C’è gente pronta a calpestarti, a prendere il tuo posto. Oggi c’è competizione non solo tra donne ma anche tra uomo e donna. E questo riguarda anche persone da cui non te lo aspetteresti, con anni di carriera alle spalle, che semplicemente hanno paura di essere scavalcate dai giovani».

Esagerata?

Anche una star d’oltralpe come Laetitia Casta, tempo fa, lamentò una situazione simile nel mondo del cinema:

«Se resti incinta sei fuori», disse.

Ma questo non le ha certo impedito di mettere al mondo tre figli.

Diciamo pure che, se la signora Volpe avesse avuto problemi per arrivare a fine mese (oggi si ha difficoltà ad arrivare alla terza settimana), di sicuro avremmo trattato il caso diversamente, ma dal momento che la suddetta vive in una lussuosa dimora e, di suo, avrà un bel tesoro sotto chiave, non riesco a provare compassione e ad annoverarla fra coloro le quali vivono davvero una situazione drammatica per l’impossibilità di conciliare vita lavorativa e famiglia o, peggio, coloro che, dopo una gravidanza, non riescono a rientrare nel mondo del lavoro.

Capisco le ambizioni, noi siamo sempre dalla parte delle donne che vogliono emergere e raggiungere i gradini più alti che di norma vengono assegnati agli uomini, ma nel mondo dello spettacolo quale ambizione può esistere?

La conduzione di un prestigioso programma?

A parte quelli di Piero Angela e figlio, Licia Colò o altri simili, quali sono i programmi degni di ammirazione?

Non credo che la Tv italiana avrebbe difficoltà ad andare avanti se qualche valletta decidesse di abbandonare il grande schermo, in particolar modo poi se il motivo è un figlio, la gioia più grande per una donna, e che ogni donna dovrebbe accogliere come una benedizione pensando a tutte quelle che una fortuna così grande non l’avranno mai.

Comunque, se una volta lasciata la Tv, la signora in questione non dovesse più trovare posto in qualche programma, se il suo problema fosse quello di “avere un’indipendenza economica”, vorrei ricordarle che a Roma esistono tanti palazzi in cui poter andare a lavare le scale o tanti bei negozi in cui fare la commessa, tanto, come non ci vuole per la Tv di oggi una laurea, non ci vorrà nemmeno per piegare dei maglioni, con la differenza che la sera, tornati a casa, la  frase “sono distrutta, oggi ho lavorato tanto” assumerà davvero il significato che merita.

 

Fonte: Libero

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