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Un numero verde contro le mutilazioni genitali femminili

novembre 2009 da Paola Assanti

mutilSecondo quanto denunciato da una ricerca del luglio 2009 sul tema delle “” commissionata dal Ministero per le Pari Opportunità :

  • più di 1.000 sono le o le adolescenti (immigrate da paesi africani) che hanno già subito mutilazioni genitali
  • circa 35 mila sono le donne africane immigrate che hanno già subito questa barbara pratica (prima di venire in Italia o una volta giunte qui)
  • circa 110 mila sono le donne provenienti dai 26 Paesi africani in cui le mutilazioni genitali costituiscono una pratica culturale e tribale diffusa
  • e circa 4.600 sono le loro figlie, ragazzine con meno di 17 anni a rischio di subire tale intervento!

Secondo uno studio commissionato dal Ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, all’istituto Piepoli, inoltre, l’80% delle vittime di m.g.f. è concentrata in quattro regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio), più precisamente:

  • in Veneto il 14%
  • nel Lazio il 10%
  • in Piemonte l’8%
  • in Emilia Romagna il 13%

Il 4,2% di queste donne è rappresentato da e adolescenti con meno di 17 anni!

Guardando al fenomeno oltre i nostri confini, invece, scopriamo che, secondo i dati dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), sarebbe tra le 100 e le 140 milioni le , ragazze e donne che nel mondo hanno subito mutilazioni genitali!

E’ l’Africa a detenere il triste primato in tale pratica tribale: nel continente nero sono 91,5 milioni le donne vittime di mutilazioni genitali (cui, ogni anno, se ne aggiungono altri 3 milioni!).

Come intervenire di fronte a questa subdola violenza (fisica e psicologica) perpetrata a danno delle donne (in specie )?

Sul piano internazionale quel che serve è una netta condanna della Comunità internazionale: una risoluzione dell’Assemblea generale dell’Onu che metta al bando le !

Un atto che, purtroppo, in ogni caso non sarebbe vincolante per i Paesi interessati ma che costituirebbe comunque un primo necessario passo avanti!

A questo obiettivo lavora l’Associazione radicale transnazionale “Non c’é pace senza giustizia” (per ulteriori informazioni in merito: http://www.emmabonino.it/campagne/cpi/npwj.php ).

Da ieri 9 novembre, inoltre, grazie al preziosissimo lavoro che svolgeranno le Forze di Polizia chiamate a rispondere al numero verde 800 300 558, gli immigrati residenti in Italia hanno a disposizione uno strumento in piu’ per chiedere aiuto, informarsi e denunciare eventuali .

Uno strumento che vuole essere a disposizione anche delle stesse o adolescenti vittime di o che corrono il rischio di essere sottoposte a questa vera e propria menomazione del e della psiche.

Fonte: spaziolibero.blogattivo.com

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