Oggi, Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne, Amnesty International rinnova la campagna ”Mai piu’ violenza sulle donne”, promuovendo nuove azioni per garantire a tutte le donne il diritto a vivere una vita dignitosa e libera dalla violenza.
Quest’anno il lavoro di Amnesty International è incentrato sul legame fra poverta’ e violenza, per spezzare questo circolo vizioso in cui moltissime donne nel mondo sono costrette a vivere.
Le donne e le ragazze che vivono in poverta’ spesso vedono violati i loro diritti umani, costrette a sposarsi in eta’ precoce, discriminate a causa di etnia, religione, stato civile o disabilita’, senza autonomia economica.
Lo scarso accesso all’istruzione, l’assenza di prevenzione dai rischi collegati a gravidanze e parti, la sottomissione insomma in qualunque settore, e la violenza sessuale, segnano la vita di queste donne sin dalla nascita.
La poverta’ non equivale solo alla mancanza di reddito ma anche impossibilita’ di vivere una vita dignitosa, di partecipare ai processi decisionali e di fare sentire la loro voce.
L’organizzazione per i diritti umani ha lanciato a livello mondiale tre appelli per chiedere la fine dell’impunita’ e della violenza sulle donne, in situazioni in cui il perpetrarsi degli abusi e’ alimentato dall’indigenza e dall’insicurezza.
Le donne del Darfur nei campi profughi in Ciad rischiano quotidianamente violenze e abusi sessuali, sia quando escono per andare alla ricerca di acqua, cibo e legna da ardere, sia all’interno dei campi.
In Tagikistan, il fenomeno dell’abbandono prematuro del sistema educativo da parte delle bambine e delle ragazze e’ molto diffuso; il mancato accesso ad un’istruzione adeguata le rende estremamente vulnerabili allo sfruttamento, ai matrimoni forzati, precoci e poligami e alle violenze domestiche.
Le donne sopravvissute agli stupri e ad altre forme di violenza durante il conflitto degli anni Novanta in Bosnia ed Erzegovina attendono ancora giustizia e riparazione.
Migliaia di donne sopravvissute allo stupro hanno perso i loro parenti; molte non sono in grado di trovare o mantenere un posto di lavoro a causa della loro fragilita’ psicologica e altre vivono senza una fonte fissa di reddito e in poverta’.
Quanto all’Italia, i dati Istat riferiscono che una donna su tre tra i 16 e i 70 anni nella sua vita e’ stata vittima dell’aggressivita’ di un uomo, ma solo pochissime lo hanno denunciato: 6 milioni 743 mila le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale (il 31,9% delle donne che vivono in Italia), mentre il 4% di loro ha chiesto l’aiuto delle forze dell’ordine o di centri d’ascolto e associazioni.
In quasi 4 milioni sono state vittime di violenza fisica (il 18,8%) circa 5 milioni (il 23,7%) di violenza sessuale (da parte del proprio partner il 6,1% e di un altro uomo il 20,4%).
Piu’ di un milione di donne ha subito la piu’ brutale delle violenze sessuali, lo stupro o il tentato stupro.
Ad ottenere con la forza rapporti sessuali e’ spesso il partner (il 70% delle volte) e in questo caso lo stupro e’ ripetuto.
Il 6,6% delle donne ha subito una violenza sessuale prima dei 16 anni, e piu’ della meta’ di loro (il 53%) non lo ha mai confidato a nessuno.
Gli autori delle violenze sulle minorenni sono degli sconosciuti una volta su quattro, nello stesso numero di casi sono parenti (soprattutto zii e padri) e conoscenti, come tante volte abbiamo sottolineato.
Sosteniamo tutti noi le associazioni benefiche, che siano quelle che aiutano le donne maltrattate, o quelle che danno un sostegno ai bambini, o ai disabili: insomma, aiutiamo chi ne ha bisogno davvero.
Non pensiamo sempre e solo a noi stessi, ogni tanto un piccolo gesto può servire, come indossare oggi un fiocco bianco, il colore della purezza, dell’intimità che tante donne vedono violata.
Fonte: www.asca.it
Recent Comments