Ad Imola una mostra sul lavoro delle donne

L'immagine della locandina
Dall’Unità d’Italia agli anni Sessanta, come è cambiato il rapporto fra la donna e il mondo del lavoro?
Per raccontare la trasformazione dell’identità femminile nella società italiana del XX secolo, la Salannunziata di Imola (via Fratelli Bandiera 17/A) propone la mostra storico-documentaria “Donne e lavoro: un’identità difficile. 1860|1960 lavoratrici in Emilia Romagna” che inizierà il 30 gennaio e rimarrà aperta fino al 14 febbraio.
Sabato 30 alle ore 11 all´inaugurazione della mostra, promossa dalla presidenza della Giunta della Regione Emilia Romagna e dall’Ibc, Soprintendenza beni librari e documentari in collaborazione con il Comune di Imola, interverranno Maria Giuseppina Muzzarelli, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Bruno Solaroli, capo di Gabinetto del presidente della Regione, Rosaria Campioni, soprintendente dei Beni librari e documentari della Regione e gli assessori alla cultura e alle pari opportunità del Comune di Imola, Valter Galavotti e Donatella Mungo.
Read MoreIn Sicilia presentato un piano di legge contro la violenza su noi donne
“La violenza ai danni delle donne è diventato reato contro la persona. Si attuano così i principi fondamentali della Costituzione e le diverse risoluzioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità e dell’Unione Europea.
Ma tutto rischia di restare una semplice affermazione di principio in mancanza di una rete di assistenza e di sostegno che tuteli le vittime e prevenga i reati”.
Lo hanno detto i deputati della regione Sicilia del partito democratico Bruno Marziano e Roberto De Benedictis, che hanno presentato un disegno di legge per istituire nel sistema regionale una rete di relazioni fra Comuni, province, aziende ospedaliere, uffici scolastici provinciali, Forze dell’Ordine e Prefetture, Magistratura, organizzazioni sindacali, enti datoriali, associazioni del terzo settore e centri antiviolenza già esistenti e operanti sul territorio per assumere procedure omogenee.
Read MoreAziende fuori dalla crisi se guidate da donne
Spesso, troppo spesso, abbiamo stipendi più bassi, più difficilmente raggiungiamo i posti di comando e quando facciamo carriera di solito è prima dei 36 anni, cioè prima di diventare mamme.
Eppure siamo noi donne che, nonostante tutto, dimostriamo che nel lavoro ci sappiamo fare e come.
Il 2009ha visto la nascita di oltre 20mila imprese guidate da imprenditrici o comunque con una forte presenza femminile all’interno.
Questo, però, non è tutto: le aziende in cui la presenza femminile è ‘importante’ fanno quasi il doppio dei profitti di quelle tradizionali.
Eppure l’Italia, per numero di donne con un’occupazione (47%) si trova agli ultimi posti in Europa.
Molte sono le precarie (il 25% contro il 13% degli uomini) e quando si tratta dei posti di comando la percentuale è del 4-5% contro il 41% della Norvegia, il 27% della Svezia e il 9% della Francia, meglio poi se l’azienda è di famiglia.
Read MoreUn caso di stalking nel palermitano
Stanca della gelosia del marito che l’ha ossessionata per 3 anni, una donna ha deciso di denunciare il coniuge ai carabinieri.
La donna, che vive nel palermitano, ha subito pedinamenti e telefonate continue al cellulare ed è stata controllata a lungo in ogni movimento dal marito.
Un inferno, cui la signora ha deciso di mettere fine, con il sostegno dei suoi familiari.
L’uomo, un 44enne e’ stato denunciato a piede a piede libero per stalking.
Scommettiamo che, nonostante le leggi presenti in Italia, quest’uomo non verrà condannato?
Restiamo qui in attesa che qualcosa cambi.
Read MoreSpesso il nostro aguzzino è colui che dovrebbe proteggerci
I dati diffusi dall’Associazione matrimonialisti italiani in vista delle Giornate nazionali di prevenzione della violenza intrafamiliare e sui minori, che si terranno a Roma il 29 e 30 gennaio, danno un quadro drammatico delle violenze che avvengono all’interno delle mura domestiche, troppo spesso passate sotto silenzio.
Il 69,7%% degli stupri ai danni delle donne è opera di partners, il 17,4% di un conoscente e solo il 6,2% è opera di estranei.
Gli sconosciuti commettono soprattutto molestie fisiche sessuali, stupri solo nello 0,9% dei casi.
Dall’analisi dell’Ami emerge che sono maggiormente esposte al rischio di subire violenze le donne che hanno un partner che aveva un padre che picchiava la propria madre (30%) o che a sua volta è stato maltrattato dai genitori.
La quota di violenti con la propria partner è pari al 30% fra coloro che hanno assistito a violenze nella propria famiglia di origine, al 34,8% fra coloro che l’hanno subita dal padre, al 42,4% tra chi l’ha subita dalla madre e al 6% tra coloro che non hanno subito o assistito a violenze nella famiglia d’origine.
E seppure il 21,3% delle donne ha avuto la sensazione che la sua vita fosse in pericolo in occasione della violenza subita, solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un reato, per il 44% è stato “qualcosa di sbagliato” e per il 36% solo “qualcosa che è accaduto”.
Anche nel caso di stupro o tentato stupro, solo il 26,5% delle donne lo ha considerato un reato.
Il 27,2% delle donne ha subito ferite a seguito della violenza. Ferite, che nel 24,1% dei casi sono state gravi al punto da richiedere il ricorso a cure mediche.
Le donne che hanno subito più violenze dai partner, in quasi la metà dei casi hanno sofferto a seguito dei fatti subiti di perdita di fiducia e autostima, di sensazione di impotenza (44,9%), disturbi del sonno (41,5%), ansia (37,4%), depressione (35,1%), difficoltà di concentrazione (24,3%), dolori ricorrenti (18,5%), difficoltà a gestire i figli (14,3%), idee di suicidio e autolesionismo (12,3%).
Si registrano anche violenze a danno degli uomini soprattutto laddove i figli sono contesi.
Molto frequentemente i mariti/padri, infatti, sono denunciati per falsi abusi sessuali o maltrattamenti in danno dei figli: il 70% di queste denunce si esaurisce con provvedimenti di archiviazione, proscioglimento o assoluzione, dopo anni di indagini e interruzione totale dei rapporti padri/figli.
Chi dovrebbe essere lì, pronto a difenderci, tante volte è colui che abusa della propria donna, o dei propri figli, ma quanti sono gli uomini che si battono per difendere i diritti di una donna o di un bambino?
Sono tanti, tantissimi, e va ricordato che il male non alberga in un cuore maschile, ma in uno malato, donna o uomo che sia.
Grazie, quindi, a tutti gli uomini che fanno una cosa che purtroppo non è tanto scontata: rispettare donne e bambini.
Fonte: notizie.tiscali.it
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