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La violenza domestica

gennaio 2010 da Paola Assanti

violenza-domestica1Oggi vogliamo dedicare uno spazio a quella violenza che forse non tutti conoscono bene, e che spesso non viene denunciata per motivi…di famiglia: la .

Al termine “” vengono attribuiti diversi significati, ma quello più utilizzato si riferisce alla violenza (fisica, sessuale o psicologica) compiuta nei confronti di una da parte del , anche detta “maltrattamenti” o “percosse” nei confronti della moglie.

La è spesso accompagnata da maltrattamenti emotivi o psicologici e da .

Fino a poco tempo fa, i dati sulla contro le donne soprattutto per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo, erano ampiamente anedottici o tratti da piccole ricerche ad hoc.

Ad ogni modo, negli ultimi cinque anni, sono state intraprese molte ricerche, comprese alcune ricerche nazionali, per raccogliere i dati sulla violenza contro le donne, soprattutto quella compiuta dai maschi.

I dati raccolti da queste ricerche possono sottostimare la portata del fenomeno e non sono confrontabili tra loro per un insieme di motivi — ad es. per via di differenze tra le popolazioni incluse nelle ricerche, o di differenze nella definizione di violenza (alcune ricerche si occupano solamente delle forme più gravi di violenza).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avviato progetti finalizzati ad elaborare i dati esistenti all’interno di una banca dati internazionale ed a promuovere lo sviluppo e l’applicazione di metodologie per lo studio inter-culturale della violenza contro le donne.

I maltrattamenti da parte del coniuge o del rappresentano la forma più comune di violenza contro le donne.

Dalle ricerche nazionali condotte in 11 paesi emerge che la percentuale di donne che riferiscono di essere state vittime di violenza da parte di un in un momento qualsiasi della loro vita varia dal 5 al 48 per cento.

Studi localizzati condotti in Africa, America Latina ed Asia riportano tassi di più alti — fino al 58 per cento.

I dati emersi dalle ricerche nazionali indicano che, tra le donne che nel corso dei tre anni precedenti la ricerca erano state coinvolte in una relazione intima, il 3 per cento delle donne di Australia e Canada, il 6 per cento delle donne di Sudafrica e Svizzera, il 7 per cento delle moldave ed il 12 per cento delle nicaraguensi riferivano di essere state aggredite dal .

Le ricerche condotte a livello locale rivelano percentuali più alte — ad esempio, il 30 per cento delle donne di Managua, Nicaragua, erano state aggredite dal nel corso degli ultimi 12 mesi.

La è spesso accompagnata da ed emotivi.

Tra le 613 donne giapponesi che riferivano di aver subito una violenza in un momento qualsiasi della loro vita, il 53 per cento aveva subito tutti e tre i tipi di violenza, mentre l’8 per cento aveva subito solo un’aggressione fisica.

Una ricerca in Nicaragua ha scoperto sovrapposizioni significative tra , sessuale e psicologica, con il 20 per cento delle donne attualmente sposate o sposate in passato che riferivano tutti e tre i tipi di violenza, mentre meno del 2 per cento riferiva di aver subito solo maltrattamenti fisici.

In Zimbabwe, il numero di donne sposate che riferiva di aver subito da parte del , in aggiunta alle minacce ed alle aggressioni fisiche, era quasi tre volte più alto del numero di donne che riferiva di aver subito una senza minacce e percosse.

La banca dati dell’OMS sulla violenza contro le donne contiene solo alcune ricerche nazionali sulla frequenza della contro le donne da parte del .

Secondo questi dati, l’8 per cento delle donne canadesi ha subito un’aggressione sessuale all’interno di una relazione intima ed il 13 per cento delle donne svizzere aveva subito uno o un tentato da parte del .

Altre ricerche su popolazioni più piccole hanno trovato percentuali più alte di aggressione sessuale, o tentato .

Nei casi di omicidio di donne, è molto probabile che l’autore sia il .

Una ricerca in Brasile ha scoperto che il 60 per cento delle donne vittime di omicidio erano state uccise dal .

Secondo una ricerca condotta in una provincia del Canada, dal 61 al 78 per cento degli di donne sono commessi dal o dall’ex , e le probabilità per una di essere uccisa dal sono tre volte superiori rispetto agli .

Una ricerca locale negli Stati Uniti indica che i maschi commettono il 30 per cento degli di donne.

In base a quanto riportato, le vittime di maltrattamenti sono maggiormente a rischio di essere uccise dal responsabile di questi maltrattamenti, nel corso dei due mesi che seguono una separazione legale o fisica.

Secondo le statistiche, per una i rischi di essere uccisa aumentano se tenta di separarsi dal senza riuscirci.

In alcuni paesi dell’Asia meridionale, le morti possono essere legate a pratiche tradizionali o a questioni di dote.

Il fenomeno è probabilmente sotto-stimato, a causa delle scarse informazioni disponibili e del fatto che queste morti vengono spesso camuffate come incidenti domestici o suicidi.

Nei cosiddetti “delitti d’onore”, i componenti della famiglia del maschio uccidono le donne o le ragazze sospettate di un comportamento considerato vergognoso o disonorante.

In base alle leggi di molti paesi, tali circostanze sono considerate una valida difesa nei processi penali, e gli che commettono questi crimini vengono giustificati o condannati a pene ridotte.

Molti paesi stanno rivedendo il loro codice civile e penale allo scopo di prevenire i delitti d’onore, mentre altri hanno avviato campagne di sensibilizzazione pubblica, da portare avanti in cooperazione con le organizzazioni non governative.

Fonte: Tratto da The world’s women 2000. Trends and statistics, a cura dell’Ufficio statistico delle Nazioni Unite, New York 2000. Versione italiana a cura della Commissione nazionale per la parità e le pari opportunità.

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