I dati diffusi dall’Associazione matrimonialisti italiani in vista delle Giornate nazionali di prevenzione della violenza intrafamiliare e sui minori, che si terranno a Roma il 29 e 30 gennaio, danno un quadro drammatico delle violenze che avvengono all’interno delle mura domestiche, troppo spesso passate sotto silenzio.
Il 69,7%% degli stupri ai danni delle donne è opera di partners, il 17,4% di un conoscente e solo il 6,2% è opera di estranei.
Gli sconosciuti commettono soprattutto molestie fisiche sessuali, stupri solo nello 0,9% dei casi.
Dall’analisi dell’Ami emerge che sono maggiormente esposte al rischio di subire violenze le donne che hanno un partner che aveva un padre che picchiava la propria madre (30%) o che a sua volta è stato maltrattato dai genitori.
La quota di violenti con la propria partner è pari al 30% fra coloro che hanno assistito a violenze nella propria famiglia di origine, al 34,8% fra coloro che l’hanno subita dal padre, al 42,4% tra chi l’ha subita dalla madre e al 6% tra coloro che non hanno subito o assistito a violenze nella famiglia d’origine.
E seppure il 21,3% delle donne ha avuto la sensazione che la sua vita fosse in pericolo in occasione della violenza subita, solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un reato, per il 44% è stato “qualcosa di sbagliato” e per il 36% solo “qualcosa che è accaduto”.
Anche nel caso di stupro o tentato stupro, solo il 26,5% delle donne lo ha considerato un reato.
Il 27,2% delle donne ha subito ferite a seguito della violenza. Ferite, che nel 24,1% dei casi sono state gravi al punto da richiedere il ricorso a cure mediche.
Le donne che hanno subito più violenze dai partner, in quasi la metà dei casi hanno sofferto a seguito dei fatti subiti di perdita di fiducia e autostima, di sensazione di impotenza (44,9%), disturbi del sonno (41,5%), ansia (37,4%), depressione (35,1%), difficoltà di concentrazione (24,3%), dolori ricorrenti (18,5%), difficoltà a gestire i figli (14,3%), idee di suicidio e autolesionismo (12,3%).
Si registrano anche violenze a danno degli uomini soprattutto laddove i figli sono contesi.
Molto frequentemente i mariti/padri, infatti, sono denunciati per falsi abusi sessuali o maltrattamenti in danno dei figli: il 70% di queste denunce si esaurisce con provvedimenti di archiviazione, proscioglimento o assoluzione, dopo anni di indagini e interruzione totale dei rapporti padri/figli.
Chi dovrebbe essere lì, pronto a difenderci, tante volte è colui che abusa della propria donna, o dei propri figli, ma quanti sono gli uomini che si battono per difendere i diritti di una donna o di un bambino?
Sono tanti, tantissimi, e va ricordato che il male non alberga in un cuore maschile, ma in uno malato, donna o uomo che sia.
Grazie, quindi, a tutti gli uomini che fanno una cosa che purtroppo non è tanto scontata: rispettare donne e bambini.
Fonte: notizie.tiscali.it
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