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In Sicilia presentato un piano di legge contro la violenza su noi donne
gennaio 2010 da Paola Assanti
“La violenza ai danni delle donne è diventato reato contro la persona. Si attuano così i principi fondamentali della Costituzione e le diverse risoluzioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità e dell’Unione Europea.
Ma tutto rischia di restare una semplice affermazione di principio in mancanza di una rete di assistenza e di sostegno che tuteli le vittime e prevenga i reati”.
Lo hanno detto i deputati della regione Sicilia del partito democratico Bruno Marziano e Roberto De Benedictis, che hanno presentato un disegno di legge per istituire nel sistema regionale una rete di relazioni fra Comuni, province, aziende ospedaliere, uffici scolastici provinciali, Forze dell’Ordine e Prefetture, Magistratura, organizzazioni sindacali, enti datoriali, associazioni del terzo settore e centri antiviolenza già esistenti e operanti sul territorio per assumere procedure omogenee.
Un disegno di legge in dodici articoli, che, secondo quanto riferiscono i due deputati, è frutto della collaborazione con le donne della provincia di Siracusa che si occupano proprio di sostenere le vittime di violenza e di mancato rispetto delle pari opportunità.
Lo scopo è quello di “assicurare a donne e minori che subiscono atti di violenza il diritto a un sostegno gratuito, psicologico, fisico e sociale per recuperare la propria autonomia e dignità riconoscendo l’attività dei centri Antiviolenza e promuovendo l’istituzione e il funzionamento delle Case Rifugio attraverso le Province regionali”, hanno spiegato Marziano e De Benedictis.
Il disegno di legge prevede anche l’istituzione di un Osservatorio sulla violenza alle donne e ai minori presso l’Assessorato alla Famiglia Previdenza Sociale e Autonomie Locali con il compito di monitoraggio dei fenomeni, raccolta dati, mappatura sistema dei servizi e promozione di iniziative di sensibilizzazione.
Ed, inoltre la stesura di accordi di programma tra amministrazione per prevenire e contrastare la violenza di genere, l’inserimento lavorativo delle donne oggetto di violenza attraverso apposite borse lavoro”.
Il testo andrà ora in discussione alla prima commissione dell’Ars.
Fonte: siracusanews.it


























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