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Lavoro: parità fra uomo e donna? Sì, ma nel 2033!

febbraio 2010 da Paola Assanti

08_12_23_donne-lavoro-1_300x200La parità in termini di forze di tra e sembra ancora lontana.

E non sarà raggiunta prima del 2033.

Questo è quanto è emerso da uno studio di , secondo il quale le costituivano il 30,8% della forza nel 1960, il 29% nel 1970, il 37% nel 1995 e il 41% a fine 2009.

Le forze di negli ultimi 50 anni sono passate, quindi, dai 21,5 milioni del ‘60 ai quasi 25 milioni del 2009, con una lievissima diminuzione degli (da 14,9 milioni nel 1960 a 14,8 oggi con un calo dello 0,8%) e un cospicuo aumento delle (da 6,6 milioni nel 1960 a 10,1 milioni oggi con un aumento del 53%).

Parallelamente, il peso percentuale degli è sceso dal 69,2% al 59,3% ed è salito dal 30,8% al 40,7% per le .

Insomma, la rimonta è avviata e riguarda specularmente anche gli occupati.

Certo, le sono ancora molto ‘staccate’ (47,2% il ) rispetto agli (69,8%) ed anche il divario tra Nord ( 75,8% per gli e 57,6% per le ) e Sud (60,2% e 31,3% ) la dice lunga sulla strada da percorrere, ma la rincorsa continua.

L’occupazione totale vede però, sottolinea lo studio, già oggi le prevalere tra gli impiegati (il 56,2% è donna) e comunque rafforzarsi anche ai livelli più alti (quadri 40,7% e dirigenti 26,4%).

Negli ultimi sette anni, dal 2001 al 2008, a fronte di un aumento dell’occupazione dell’8,8%, le sono aumentate del 15,9% e gli del 4,5%.

L’aumento percentuale maggiore si ha proprio tra le dirigenti (+107,3%) e quadri (32,4%).

Un aumento che per le dirigenti è del 107,3% nei servizi privati, del 123% nei servizi pubblici e dell’80% nell’industria.

E proprio i servizi sono il settore ‘rosa’ per antonomasia e quello che con il suo fortissimo sviluppo ha permesso negli anni passati il forte aumento delle al che oggi sono quasi tutte presenti in questo ambito (81%).

“Dunque, la parità è ancora lontana, ma – dice , presidente di – è nell’interesse del Paese far sì che questo traguardo sia raggiunto quanto prima e che l’Italia recuperi la distanza che la divide dalle economie più avanzate in termini di partecipazione delle al e che ne limita da troppo tempo le potenzialità di crescita e sviluppo.

Per questo, è tempo di passare dalle parole ai fatti, come pare stia succedendo grazie a un intero arco parlamentare che, anche grazie alle nostre sollecitazioni, ha legiferato e pare intenzionato a legiferare per raggiungere e accelerare il raggiungimento della parità”.

adnkronos.com

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