2010: nel mondo migliaia di donne e bambine vittime delle mutilazioni genitali

Posted by on Feb 5, 2010 in Events, announcements, competitions, training courses, Women and violence | 0 comments

06214010Domani, 6 febbraio, sarà celebrata la  Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili (mgf).

“Il fenomeno è complesso, e si inserisce in un universo di credenze e significati, violando l’integrita’ psico – fisica e morale, arrivando, in casi estremi, a privare la donna della vita stessa”.

Questo il commento della presidente della Commissione Pari Opportunita’ Donna – Uomo della Toscana, Chiara Grassi.

“Ogni anno tre milioni di bambine e di donne sono sottoposte ad escissione o mutilazione genitale, una pratica pericolosa e potenzialmente fatale che provoca dolore e sofferenze indicibili”, ha sottolineato la Grassi, con alla mano il rapporto Unicef .

“Le Mgf sono argomento trasversale, perche’ non riguardano una storia, una cultura, una religione, ma interessano un complesso intreccio di storie, culture e religioni”.

”Non e’ un problema solo sanitario, ma e’ una questione sociale e soprattutto una battaglia culturale  da affrontare insieme, potenziando quella rete costituita da enti pubblici, organismi e associazioni, e lavorando su tre livelli: regionale (locale), nazionale ed internazionale”.

In conclusione, ”questa battaglia va affrontata collaborando, una collaborazione mano nella mano, guardando alla dignita’ di ogni essere umano, uomo o donna che sia senza distinzione di sesso, genere, razza, religione, lingua, cultura e eta’, per ridurre diseguaglianze e discriminazioni, e per creare un mondo piu’ giusto”.

La foto da noi pubblicata è una delle tante, troppe, trovate in rete e che rappresentano una realtà crudele dinanzi alla quale non dobbiamo chiudere gli occhi.

Dobbiamo guardarla e riflettere sui nostri errori, perchè forse, se ancora nel mondo tante donne e bambine subiscono anche questo tipo di abuso, un pò è anche colpa nostra che predichiamo amore e pace ma che in concreto troppo poco facciamo per chi soffre nello stesso istante in cui noi spegniamo il pc, dopo aver dispensato parole contro la violenza in qualche gruppo su facebook.

Spegnere il pc non deve significare spegnere i rapporti col mondo e far finta che ciò che vi accade, anche se lontano, non ci riguardi.

Fonte: adnkronos.com

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