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Una di noi al Festival di Sanremo!

febbraio 2010 da Paola Assanti

Festival_2010_Prima serata_Clerici_2E’ tempo di bilanci!

Da due giorni, ormai, si è concluso questo 60esimo , e credo sia doveroso spendere qualche parola in merito alla conduzione di una che, personalmente, mi è piaciuta e che, anche in un contesto come quello sanremese, ho trovato adeguata.

è stata bersaglio di innumerevoli giudizi negativi concernenti gli abiti indossati nel corso delle 5 serate, e sinceramente concordo con chi ha detto che una sera sembrava un merluzzo, una sera ancora una trota al cartoccio e così via.

Il problema, però, non è di chi indossa l’abito a volte, ma dell’abito stesso, a mio avviso: suppongo che se anche l’avesse indossato un top model come Naomi Campbell il risultato sarebbe stato lo stesso.

Uno dei vestiti incriminati!!

Uno dei vestiti incriminati!!

Alcuni vestiti erano orrendi, e basta!

Ad esclusione di alcuni, come quello rosso lungo della prima serata, o turchese, sempre lungo, o nero dell’ultima sera, gli altri non valorizzavano la bellezza mediterranea della Clerici, una che nonostante i suoi chili in più rispetto ad alcune sue colleghe, è una presentatrice affermata, e soprattutto amata dal pubblico, a dispetto di chi disprezza le taglie forti!

Della Clerici ho apprezzato la naturalezza, la spontaneità che mette in tutte le cose, il non prendersi mai troppo sul serio, il considerare il palco dell’Ariston come quello di Ti lascio una canzone (un suo bellissimo programma, tra l’altro) nel senso di essere stata se stessa nonostante l’emozione e la consapevolezza di quanta differenza intercorra fra la canzone di Sanremo ed uno spaghetto della Prova del Cuoco (per il quale mi auguro venga riproposta)!

Bellissima in nero l'ultima serata

Bellissima in nero l'ultima serata

Personalmente non tollero persone come Simona Ventura, con quella smania di primeggiare, quell’arroganza di sentirsi sempre superiore a chiunque, con un linguaggio a parer mio volutamente aggressivo e spesso volgare, a cui però siamo stati abituati per anni e per cui, ai tempi del suo Festival, non è stata bersagliata proprio perchè, anche lei, è stata se stessa.

Da Euroequality giunga, quindi, un bel 10 e lode per una bella, simpatica e spumeggiante che, piaccia o no, è stata all’altezza del suo compito, nonostante gaffes clamorose che per un attimo ci hanno ricordato il nostro amato “gaffeur”!

Chissà, magari la nostra cara Antonella avrà il suo stesso successo: noi glielo auguriamo, sperando però che resti così come in tanti hanno imparato ad amarla.

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