Pari opportunità: dove? Già, perchè nonostante siano numerosi gli anni di lotta per raggiungere una certa eguaglianza, ancora soltanto un sindaco su dieci è donna nella nostra cara Italia. I comuni italiani vedono così 789 donne alla guida contro 7238 maschietti, mettendo da parte l’esigua percentuale del 9,8%. Tale cifra aumenta se guardiamo alla carica di vicesindaco, che vede al potere 842 donne con una percentuale del 13,5%, mentre si raggiunge quasi il 19% per assessori e consiglieri. Dinanzi a questi dati, poteva rimanere inerme il nostro Ministro Carfagna? Certo che no, e così, insieme al presidente dell’Anci Sergio Chiamparino, ha illustrato una «Campagna a favore della democrazia paritaria nei Comuni italiani».
In vista delle prossime amministrative, si legge nel documento sottoscritto dal ministro Carfagna e dal leader dei Comuni Chiamparino, «si chiede a tutte le forze politiche e ai candidati sindaci di impegnarsi pubblicamente ad includere nei propri programmi elettorali un’assunzione di responsabilità verso le esigenze della popolazione femminile, a partire da un’equa rappresentanza di genere nella composizione delle giunte». Come afferma la Carfagna «spero che l’iniziativa possa avere il successo che merita anche se al momento è stata sottoscritta soltanto da 10 Comuni». Il ministro ha poi annunciato di volersi impegnare «a far conoscere e sottoscrivere il testo dell’accordo sulle presenze rosa nelle giunte in ogni luogo dove sono stata invitata per la campagna elettorale».
Tuttavia, ha osservato, «sono fiduciosa e credo che saranno tanti i Comuni che sottoscriveranno il nostro documento, anche perchè ci si sta rendendo conto sempre di più che senza presenze femminili negli enti territoriali, e non solo, si sprecherebbe un potenziale enorme». Il presidente dell’Anci e sindaco di Torino Sergio Chiamparino prende poi la parola e quasi come fosse un processo contro di lui e sottolinea: «mi vedo costretto a fare autocritica perchè in 10 anni da sindaco non sono riuscito quanto avrei voluto a rafforzare la presenza femminile all’interno delle istituzioni in cui ho lavorato». Ma «credo al contrario di aver ben lavorato su questo fronte al’interno della Giunta nell’ambito dei posti più “sensibili”. Spero che questi appelli bipartisan possano funzionare per convincere le forze politiche, una volta per tutte, ad incrementare la presenza rosa nelle liste». Le intenzioni ci sono tutte, come sempre, peccato poi siano solo parole.
Fonte: La Stampa

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