Donne licenziate: “Hanno già un lavoro, badare ai figli, ed il loro sarebbe un secondo stipendio”

Posted by on Jul 5, 2011 in Women and work | 0 comments

donne

Neanche 24 ore fa abbiamo parlato della tanto sognata, ma da alcuni anche contestata, legge sulle quote rosa, ed oggi, invece, parliamo di una forte riduzione di personale, e quindi di licenziamenti, ai danni di sole donne. Accade in un’azienda di Inzago, in provincia di Milano, e l’azienda in questione è la Ma-Vib. Cosa è accaduto? I responsabili della piccola fabbrica, composta da 12 operai uomini e 18 donne, hanno deciso di dare un “taglio al personale”, causa la crisi economica che attanaglia il Paese, e a rimanere a casa sono rimaste solo donne. Motivo?

La spiegazione è stata data dai responsabili stessi, asserendo che “Sono state scelte le donne perché potranno stare a casa a curare i loro bambini e quello che portavano a casa era comunque il secondo stipendio“. Già qualche mese fa la Ma-Vib, che si occupa della produzione di elettrodomestici ed elettronica varia, aveva apportato alcune modifiche al personale, mettendo in  cassa integrazione 14 operai…anche in questo caso donne, ad eccezione di un solo dipendente uomo…

Voi credete che questi licenziamenti siano stati fatti in base a cosa? Al genere? Al secondo stipendio? Se si, in quest’ultimo caso, ritenete sia giusta come motivazione? Pensate che i responsabili dell’azienda abbiano pensato di non lasciare senza stipendio svariate famiglie o che la scelta sia stata fatta in modo sessista? Potremmo porci la domanda discriminazione o buonsenso? O vi è una via di mezzo?

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