Disuguaglianza sul lavoro? In Italia ce n’è in abbondanza. A parità di qualifica ed impiego, le donne italiane continuano a ricevere stipendi più bassi degli uomini. Il dato è stato confermato da un’indagine svolta dalla II Commissione Politiche del Lavoro e Sistemi Produttivi del Cnel, che ha esaminato la posizione lavorativa ed i redditi di oltre 10mila lavoratori. La differenza di retribuzione fra donne e uomini registrata dal CNEL è compresa fra il 10 ed il 18%; nello specifico, le donne maggiormente penalizzate sono quelle con un livello di istruzione più basso, per le quali il differenziale salariale arriva al 20%, non scendendo mai comunque al di sotto del 15% in possesso di licenza media. Ecco alcune differenze riscontrate dall’indagine:
- giovanissime: 8,3% di penalizzazione rispetto ai coetanei
- lavoratrici mature: 12,1%
- fascia di età compresa tra 30 e 39 anni (3,2%).
Il terzo punto è quello in cui il gap è fortemente diminuito, ma che ancora, comunque, persiste. Geograficamente, è il meridione la zona in cui si riscontrano le minori differenze. Ma quali sono i fattori che generano tale gap? Di sicuro, ad incidere fortemente sono fattori culturali, sociali, stereotipi di genere, ma è anche dal Governo del proprio Paese che giungono gravi fattori che aumentano di molto questo divario tra donne e uomini, divario che sicuramente non può essere ridotto continuando sulla via della politica attuale, che ironizza sui nomi dei partiti come Forza gnocca, invece di pensare che l’Italia sta andando a picco.
Lo scriviamo oggi, in un giorno grigio di ottobre, grigio almeno qui dalle mie parti, a livello climatico, ma nero ovunque, a causa della tragedia che ha toccato la città di Barletta, alla quale sono state portate via delle donne lavoratrici, ed una bambina di 14 anni. Che dire? Erano donne che lavoravano per 3,95 euro l’ora per 10 ore al giorno, senza uno straccio di tutela, senza garanzie, e poi abbiamo chi dovrebbe governare una Nazione, ma preferisce impegnarsi nel racconto di barzellette da saloon, tra un festino e l’altro…E poi mi chiedono perchè vivo bene a Lussemburgo…
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