Giornata Mondiale contro violenza sulle donne, parla Vincenzo Puppo

Posted by on Nov 25, 2011 in Women and violence | 0 comments

Giornata Mondiale contro violenza sulle donne, parla Vincenzo Puppo

25 novembre 2011: oggi è la Giornata Mondiale contro le violenze sulle donne. E’ cambiato davvero qualcosa in tutti questi secoli di lotta? Il sessuologo dottor Vincenzo Puppo ha provato a fornire delle risposte alle tante, troppe domande che ci si pone sul perchè esistano, ancora, differenze di genere, di sesso, del perchè tanta violenza sulle donne, in un’epoca che dovrebbe vedere la donna al centro del mondo, dal quale non riceve che soprusi. In un’intervista, il dottore Puppo afferna che sono, ormai, anni che parliamo di “globalizzazione”, quando ancora a molti sono sconosciuti i concetti di “umanità” e di “essere umano”. Nel mondo, le donne non sono considerate persone e sono, e ovunque, vengono sfruttate, vendute, assassinate, violentate, maltrattate, come se fosse una cosa normale. Che sia una questione legata alle differenze di genere, al sesso? Secondo il dottore Puppo, non esistono reali differenze tra uomo e donna, a livello intellettuale e comportamentale, perciò sarebbe opportuno cominciare col non fare distinzioni di sesso, partendo ad esempio con il coinvolgere i maschietti in ciò che viene visto da sempre come qualcosa di prettamente femminile, come le faccende domestiche, cercando così di responsabilizzarli, come si fa con le bambine.

Troppi, però, sono gli stereotipi in questa società, complici, probabilmente, tutti i mezzi tecnologici che si hanno a disposizione oggi, come i media. I giovani, difatti, che immagine hanno della donna? Innanzitutto, Puppo sostiene che ai ragazzi andrebbe spiegato quanti e quali siano le conseguenze della pornografia, e cioè della continua visione di immagini, film, che col passare del tempo portano all’assuefazione, non provocando più alcun effetto sull’uomo e rendendo sempre più difficile l’eccitamento mentale, il contrario di ciò a cui i ragazzi aspirano. La donna, poi, viene vista come il classico “oggetto“, causa anche delle continue pubblicità a danno di tutte le donne. Puppo spiega che è necessario, dal punto di vista sessuologico, abolire la cultura “del buco”, cioè la donna non può, non deve essere vista solo e sempre come qualcosa (il “buco”) che soddisfi il maschio. Alla base devono esserci l’amore ed il rispetto dell’altro, sempre. Compito dei sessuologi dovrebbe essere quello di insegnare ai ragazzi “a fare l’amore, a rispettare il partner, sempre.

“Si deve insegnare agli uomini che la masturbazione è normale a qualsiasi età, e che è una illusione pensare che staranno meglio dopo essere stati con una prostituta o con ragazzini/e o dopo aver violentato qualcuno: tutti gli uomini sanno che, dal punto di vista del piacere fisico, godono di più con la masturbazione, inoltre una volta eiaculato, con l’appagamento, si placano anche tutti gli eventuali istinti violenti». Ma anche la classica cultura dell’uomo virile, dell’uomo “macho”, ha influenzato in qualche modo la nostra società. Si pensa che chi ha più rapporti sessuali è più “uomo”. Chi lo dice? Puppo illustra come sia necessario far comprendere ai ragazzi che non è la quantità di donne “possedute” che li farà sentire più “Uomini” è, al contrario la capacità di amare (anche una sola donna per tutta la vita) quello che conta veramente! Le violenze sulle donne in tutto il mondo si possono prevenire/combattere/eliminare solo insegnando ai bambini il “Rispetto” e che tutti gli esseri umani sono “Persone” con gli stessi diritti», conclude il sessuologo. Se questa articolo vi ha in qualche modo incuriosito, potrete leggere l’intervista per intero che trovate su La Stampa.it

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