25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Oggi, 25 novembre 2010, è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nel 1999 infatti l’assemblea delle Nazioni Unite, presieduta dall’allora segretario generale Kofi Annan, aveva dato il via a una mobilitazione mondiale per eliminare la violenza contro le donne. Il 25 novembre quindi chi partecipa all’iniziativa deve indossare un nastro bianco sul bavero della giacca, simbolo di questa “battaglia”.
Read MoreUn milione di euro per le vittime di violenza
Ha donato un milione di euro alla Casa delle donne di Bologna, il centro antiviolenza che da 20 anni accoglie le donne vittime di maltrattamenti e i loro figli.
La donazione e’ stata perfezionata davanti ad un notaio.
Il donatore è Domenico Cantatore, 74 anni, imprenditore di origini pugliesi.
«Qualcuno si stupisce? Ma no, sono stupito io che non si pensi più spesso al prossimo”.
Ex dirigente d’azienda in pensione, Cantatore ha deciso nel 2009 di sostenere il centro dopo aver visto in televisione un servizio che raccontava dei maltrattamenti in famiglia subiti da alcune donne straniere.
Il denaro sara’ usato per far fronte alle difficolta’ ed incrementare i servizi offerti.
Fonte: ansa.it
Read MorePresto lo stalking sarà reato
Una unità di undici carabinieri vigilerà sulle ossessive attenzioni di ex partner o innamorati rifiutati: si entrerà quindi in azione contro quell’odioso fenomeno dello stalking che registra fra le donne le vittime privilegiate.
Questo prevede il protocollo che Il 16 gennaio, a Palazzo Chigi, è stato firmato dai ministri Mara Carfagna (Ministero Pari opportunità ), Ignazio La Russa (Ministro della Difesa) e dal comandante dell’Arma dei carabinieri, Gianfrancesco Siazzu.
Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale stalking, almeno il 20% degli italiani, soprattutto donne, ne sono stati vittime dal 2002 al 2007.
Comportamenti spesso considerati innocui e di cui non bisogna preoccuparsi preannunciano invece il più delle volte azioni particolarmente gravi, come affermato dallo stesso Ministro Carfagna:” «Si tratta di un fenomeno odioso che colpisce soprattutto le donne e spesso è l’anticamera di reati ben più gravi, come la violenza sessuale e gli omicidi».
Il protocollo, di durata biennale, prevede la creazione di un gruppo di lavoro, di formazione del personale dell’Arma, di collaborazione con enti territoriali e reti antiviolenza, ma anche di iniziative di studio e ricerca.
Il gruppo anti-stalking avrà come obiettivo quello di supportare il Dipartimento delle Pari opportunità riguardo lo studio ed il controllo costante del fenomeno, mentre l’Arma provvederà ad istituire presso il Reparto analisi criminologiche del Racis (il Raggruppamento investigazioni scientifiche) la sezione “atti persecutori” composta da personale qualificato che svolgerà tutte le attività relative al protocollo di intesa ed alla successiva convenzione.
Il ministro La Russa ha più volte sottolineato come la firma di questa intesa sia volta a far sentire alle donne la vicinanza del governo garantendo che saranno messi a disposizione “gli strumenti tecnici e le professionalità dell’Arma per monitorare e combattere meglio il fenomeno dello stalking”.
I Ministri hanno assicurato che questo non è altro che un ennesimo passo per contrastare in modo concreto questo tipo di violenza.
Noi speriamo solo che non siano le ennesime parole dette da questi politici per ricevere un applauso ed avere il loro momento di gloria ma che si arrivi, almeno per una volta, ad una concretezza e che quindi, in questo caso, non solo lo stalking venga istituito come reato, ma che in seguito sia applicata la legge e ci sia la certezza della pena, senza sconti o permessi premio come avviene abitualmente nel nostro Paese, che afferma di essere democratico e giusto, e che poi mette in libertà “per buona condotta” o grazie “all’indulto” stupratori, pedofili e assassini.
Speriamo ci diano finalmente un motivo affinché si possa sentire lo Stato davvero vicino a noi.
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