2010: nel mondo migliaia di donne e bambine vittime delle mutilazioni genitali
Domani, 6 febbraio, sarà celebrata la Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili (mgf).
“Il fenomeno è complesso, e si inserisce in un universo di credenze e significati, violando l’integrita’ psico – fisica e morale, arrivando, in casi estremi, a privare la donna della vita stessa”.
Questo il commento della presidente della Commissione Pari Opportunita’ Donna – Uomo della Toscana, Chiara Grassi.
“Ogni anno tre milioni di bambine e di donne sono sottoposte ad escissione o mutilazione genitale, una pratica pericolosa e potenzialmente fatale che provoca dolore e sofferenze indicibili”, ha sottolineato la Grassi, con alla mano il rapporto Unicef .
“Le Mgf sono argomento trasversale, perche’ non riguardano una storia, una cultura, una religione, ma interessano un complesso intreccio di storie, culture e religioni”.
”Non e’ un problema solo sanitario, ma e’ una questione sociale e soprattutto una battaglia culturale da affrontare insieme, potenziando quella rete costituita da enti pubblici, organismi e associazioni, e lavorando su tre livelli: regionale (locale), nazionale ed internazionale”.
Read MoreDonne londinesi pagate il 60% in meno degli uomini
Non credo vi meraviglierà la notizia che a Londra le donne vengano sottopagate del 60% rispetto ai colleghi maschi.
“È nel settore finanziario che esiste il maggiore divario negli stipendi”, ha annunciato il ministro per le donne del Regno Unito Harriet Harman, descrivendo il settore della finanza una “terra fertile per la discriminazione”.
Come se non bastasse, secondo l’Equality and Human Rights commissione (EHRC), sempre in questo settore gli uomini percepiscono sino all’80% in più di bonus: le donne guadagnano così circa 40mila sterline in meno l’anno (circa 58000 euro), che rappresenta il doppio del divario esistente in altri settori professionali.
Read MoreQuanta cultura in Ministero!!

Oggi...
Questa mattina la Mediaset, tramite il programma Mattino Cinque, ha trasmesso un’intervista fatta al Ministro delle pari Opportunità Mara Carfagna.
Il Ministro, oltre a dare una definizione più ampia rispetto al concetto di “opportunità ”, ha affermato che oggi sono ancora molte le discriminazioni e i pregiudizi nei confronti delle donne e di aver incontrato lei stessa degli ostacoli in quanto entrare in politica non è semplice, se sei donna, soprattutto perché si attribuisce all’uomo un’intelligenza superiore di base.
Non mettiamo in dubbio la cultura del Ministro, ampiamente dimostrata in varie occasioni, così come la sua spiccata intelligenza, ma tutto ciò, allegato ad una laurea in legge, non è bastato per giungere ai vertici politici sin da subito, e così l’abbiamo vista in numerosi programmi televisivi (vedi Piazza Grande o Miss Italia, quest’ultimo da abolire seduta stante) nel dare spazio non di certo alla sua cultura giuridica.
Read MoreObama e le pari opportunità
Barack Obama, dal 20 gennaio, è ufficialmente il Presidente degli Stati Uniti, e la prima firma apposta da quando è in carica con pieni poteri ha riguardato la legge sulle discriminazioni femminili, per garantire sui luoghi di lavoro a tutti i lavoratori, in particolare alle donne, una reale parità :
“Questa è una bella giornata…e lo è ancora di più perché questa è la vera prima legge che porta la mia firma”: il Presidente Obama ha aperto così alla Casa Bianca l’incontro organizzato il 30 gennaio con Lilly Ledbetter, la lavoratrice della Goodyear che intraprese una battaglia personale dopo aver scoperto che in busta paga, dopo otto anni di lavoro, era pagata il 40% meno di molti dei suoi colleghi maschi, nonostante facesse esattamente lo stesso lavoro.
La legge, non a caso, è stata denominata “Lilly Ledbetter Fair Pay Act”e Obama l’ha firmata con visibile soddisfazione alla presenza della stessa Lilly Ledbetter, presenti tra le altre la moglie, Michelle, la speaker della Camera, Nancy Pelosi, il segretario di Stato americano, Hillary Clinton.
Obama, rivolgendosi alle tante donne presenti, ha sottolineato come ogni individuo meriti le pari opportunità , e che questa legge rafforza uno dei principi fondanti della Carta Costituente, e cioé che “tutte le persone sono create uguali”, come recita la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti.
Scopo di tale legge è rendere più facili eventuali azioni legali da parte di persone che si considerano discriminate sul lavoro.
Il caso di Lilly è in effetti a dir poco imbarazzante: la lavoratrice denunciò l’azienda, un tribunale le diede ragione, ma durante l’era Bush la Corte Suprema sancì che la lavoratrice aveva tardato nel presentare la denuncia, poiché questa andava presentata entro sei dal presunto torto subito, ma in questo caso Lilly aveva subito discriminazioni per anni a sua insaputa.
Tutto ciò ha comunque messo in moto un’importante campagna di sensibilizzazione nei confronti di tali fenomeni tanto giungere, finalmente, all’approvazione di una legge.
Quest’ultima è stata applaudita a lungo da tutte le donne presenti in sala, anche perché particolarmente sentita: in America, infatti, ancora oggi in molti settori le donne ricevono il 23% meno dello stipendio dei loro colleghi maschi.
“Nel firmare questa legge, voglio dare un segnale chiaro – ha detto Obama -: e cioé che non ci sono cittadini di seria A o di serie B sui luoghi di lavoro”.
Il presidente più chiacchierato al mondo ha dato un grande esempio di come in pochi giorni si possa giungere ad una conclusione inerente un grave disagio presente da sempre: questo sarà da monito ai tanti politici italiani pronti solo a rubare altrettanti stipendi?
Read MoreLa vita ricomincia a 40 anni
Si dice che oggi la vita ricominci a 40 anni, eppure sembra che molti considerino quest’età un traguardo e non tanto un punto di partenza.
La discriminazione nei confronti delle donne lavoratrici (e non solo) è ancora evidente, come tutti sappiamo, ed un fattore vincolante per accedere al mondo del lavoro riguarda proprio l’età .
Vogliamo citare a tal proposito un episodio accaduto alla scrittrice Lidia Ravera che lascia a dir poco sconcertati.
Da un suo romanzo sarebbe dovuto nascere un film o una fiction: una donna di 44 anni scopre di essere incinta, ma perde subito questo bambino che aveva considerato un dono.
In seguito a tale perdita entra in crisi con il mondo e con se stessa, e a questo punto il marito le suggerisce di partire. Lei a malincuore accetta di andare a trovare un’amica a New York, ma arrivata all’aeroporto cambia idea e non sale sull’aereo.
Verrà a conoscenza del fatto che l’aereo che avrebbe dovuto portarla in America è precipitato, e che tutti la credono morta.
Ha l’occasione di correre verso il marito per riabbracciarlo e dirgli che è vive ma qualcosa la ferma e da Roma decide di andare al sud, di farsi una nuova vita, di rinascere.
La trama è bellissima, intrigante, ma perché?
Beh, sicuramente perché la protagonista non è più un’adolescente ma una quarantaquattrenne.
Èd è proprio questo il punto: gli sceneggiatori erano intenzionati a portare sullo schermo la storia di questa donna, ma con una decina di anni in meno!
Quindi ci saremmo trovati con una bella trentenne che decide di intraprendere una strada nuova.
Dov’è la novità ?
Cosa ci spingerebbe a guardare un film così?
Ma soprattutto, perché la scelta di togliere anni alla protagonista?
Perché le donne oltre i 40 anni non sono di moda!
In TV vediamo donne di un certo spessore, magari un po’ “temprate”, ospiti in programma importante, o ragazze stile veline che stanno lì per raccontare la loro vita?
Per poi dire cosa?
Come si fa a passare da ballerina a, magari, diventare ministro?
La donna è vista come un essere naturale perché partorisce ed è utile, poi diventa inutile quando arriva la menopausa, mentre l’uomo è più affascinante: la donna va verso un inesorabile declino, diventa una colpa il fatto di non poter più partorire e da ciò si perde tutto l’interesse verso coloro le quali hanno oltrepassato i 40 anni.
Mi sembra che donne, attrici in questo caso, come Elena Sofia Ricci, Laura Morante, o Monica Bellucci (anche se si stava parlando di attriciâ) siano comunque sul grande e piccolo schermo, e pare siano tutte sulla strada che porta ai 50 anni (la Bellucci, per onor di cronaca, ne ha 44).
Sono belle, famose, brave: perché non chiedere loro d’interpretare la donna proposta dalla Ravera?
Già , perché bisogna essere anche “belle” e non solo brave e giovani per stare in TV: un’ennesima discriminazione!!
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