“Quinto Convegno Nazionale Donne e Scienza” 17-19 settembre 2009
Dal 17 al 19 settembre si svolgerà a Napoli il Quinto Convegno Nazionale Donne e Scienza dal titolo “Scienziate dall’economia domestica all’economia di mercato – Donne, Ricerca, Innovazione, Società ”.
Nel corso del convengo si affronterà il complesso rapporto tra il genere femminile e le carriere scientifiche, analizzando gli ostacoli che ancora oggi molte donne incontrano in questo settore,impedendo una perfetta parità fra i sessi.
Si valuterà inoltre se, in una società travolta dalla crisi dell’economia reale (che nasce dall’esplosione finanziaria), le donne – reinserite nel meccanismo economico e di potere da cui sono state escluse – non possano essere, invece, quelle risorse in grado di portare in essa una ricchezza del tutto nuova.
Il convegno è organizzato dall’Associazione Donne e Scienza con la collaborazione del Coordinamento napoletano Donne e Scienza, e Fondazione Idis-Città della Scienza.
Fonte: www.donnescienza.it
Read MoreTrasporti, libera circolazione delle persone, politica economica e monetaria: gli articoli di Amsterdam (art. 70 – 115)
TITOLO V
TRASPORTI
Articolo 70
Gli Stati membri perseguono gli obiettivi del trattato per quanto riguarda la materia disciplinata dal presente titolo, nel quadro di una politica comune dei trasporti.
Articolo 71
1. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 70 e tenuto conto degli aspetti peculiari dei trasporti, il Consiglio, deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 e previa consultazione del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni, stabilisce:
- norme comuni applicabili ai trasporti internazionali in partenza dal territorio di uno Stato membro o a destinazione di questo, o in transito sul territorio di uno o più Stati membri;
- le condizioni per l’ammissione di vettori non residenti ai trasporti nazionali in uno Stato membro;
- le misure atte a migliorare la sicurezza dei trasporti;
- ogni altra utile disposizione
2. In deroga alla procedura prevista al paragrafo 1, le disposizioni riguardanti i principi del regime dei trasporti e la cui applicazione potrebbe gravemente pregiudicare il tenore di vita e l’occupazione in talune regioni, come pure l’uso delle attrezzature relative ai trasporti, sono stabilite dal Consiglio, che delibera all’unanimità su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale, avuto riguardo alla necessità di un adattamento allo sviluppo economico determinato dall’instaurazione del mercato comune.
Read MoreLe politiche della Comunità (art. 23 – 69 del Trattato di Amsterdam)
TITOLO I
LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI
Articolo 23
1. La Comunità è fondata sopra un’unione doganale che si estende al complesso degli scambi di merci e comporta il divieto, fra gli Stati membri, dei dazi doganali all’importazione e all’esportazione e di qualsiasi tassa di effetto equivalente, come pure l’adozione di una tariffa doganale comune nei loro rapporti con i paesi terzi.
2. Le disposizioni dell’articolo 25 e del capo 2 del presente titolo si applicano ai prodotti originari degli Stati membri e ai prodotti provenienti da paesi terzi che si trovano in libera pratica negli Stati membri.
Articolo 24
Sono considerati in libera pratica in uno Stato membro i prodotti provenienti da paesi terzi per i quali siano state adempiute in tale Stato le formalità di importazione e riscossi i dazi doganali e le tasse di effetto equivalente esigibili e che non abbiano beneficiato di un ristorno totale o parziale di tali dazi e tasse.
CAPO 1
UNIONE DOGANALE
Articolo 25
I dazi doganali all’importazione o all’esportazione o le tasse di effetto equivalente sono vietati tra gli Stati membri.
Tale divieto si applica anche ai dazi doganali di carattere fiscale.
Articolo 26
I dazi della tariffa doganale comune sono stabiliti dal Consiglio che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione.
I principi del Trattato di Amsterdam e la cittadinanza dell’Unione (art. 1 – 22)
Articolo 1
Con il presente trattato, le ALTE PARTI CONTRAENTI istituiscono tra loro una COMUNITÀ EUROPEA.
Articolo 2 (pari opportunità )
Articolo 3 (pari opportunità )
Articolo 4
1. Ai fini enunciati all’articolo 2, l’azione degli Stati membri e della Comunità comprende, alle condizioni e secondo il ritmo previsti dal presente trattato, l’adozione di una politica economica che è fondata sullo stretto coordinamento delle politiche degli Stati membri, sul mercato interno e sulla definizione di obiettivi comuni, condotta conformemente al principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza.
2. Parallelamente, alle condizioni e secondo il ritmo e le procedure previsti dal presente trattato, questa azione comprende la fissazione irrevocabile dei tassi di cambio che comporterà l’introduzione di una moneta unica, l’ecu, nonché la definizione e la conduzione di una politica monetaria e di una politica del cambio uniche, che abbiano l’obiettivo principale di mantenere la stabilità dei prezzi e, fatto salvo questo obiettivo, di sostenere le politiche economiche generali nella Comunità conformemente al principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza.
3. Queste azioni degli Stati membri e della Comunità implicano il rispetto dei seguenti principi direttivi: prezzi stabili, finanze pubbliche e condizioni monetarie sane nonché bilancia dei pagamenti sostenibile.
Read MoreFra donne e uomini divario retributivo sempre più alto: perchè?
Il divario di retribuzione è la differenza delle retribuzioni orarie medie delle donne e degli uomini per tutti i settori dell’economia; questo divario esistente tra donne e uomini si ripercuote pesantemente sui guadagni percepiti nell’arco di tutta la vita: una retribuzione inferiore si traduce infatti in una pensione di minore entità ed è causa di un maggiore rischio di povertà per le donne anziane.
Tale differenza retributiva è quindi la conseguenza di una continua discriminazione sul mercato del lavoro nei confronti delle lavoratrici.
In tutta Europa, le donne percepiscono in media una retribuzione inferiore del 17% circa rispetto a quella degli uomini e in alcuni Paesi tale divario si sta allargando sempre di più.
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