Donne e lavoro: nasce in Puglia la generazione del doppio sì
Nasce a Lecce la “generazione del doppio sì“.
E dalla capitale del barocco, toccherà tutte le città capoluogo pugliesi, per concludere la riflessione nell’ottobre prossimo e produrre un vero e proprio “Piano regionale per l’occupazione femminile“.
Tale Piano sarà la traccia che l’assessorato regionale al Welfare di Elena Gentile, seguirà nella progettazione degli interventi a favore del lavoro delle donne.
La Conferenza regionale “Donne e lavoro: una sfida per la Puglia” è un’iniziativa voluta dalla Gentile e da Serenella Molendini, consigliera di parità regionale, che proprio da Lecce lanciano la loro sfida per affrontare la crisi economica che sta mettendo in piedi l’Italia e soprattutto le regioni del Sud: creare le condizioni per far lavorare di più e meglio le donne, numericamente superiori agli uomini, significa dare un secondo reddito alle famiglie, rendere più efficienti i servizi di cura per anziani e bambini, creare un indotto nel settore del terziario in genere, garantire maggiore stabilità sociale.
Sembra scontato, invece non lo è.
Read MoreMarcegaglia e Bracco fra le donne più potenti al mondo

Emma Marcegaglia
Rendiamo noto che, secondo una classifica stilata dal Financial Times, fra le 50 donne manager più potenti e di successo del mondo ci sono anche due italiane.
Si tratta di Emma Marcegaglia, presidente di Confidustria, e di Diana Bracco, presidente del Gruppo Bracco.
Entrambe sono state inserite come amministratrici delegate dei gruppi che portano il proprio nome, attivo nella produzione metallurgica il primo, nella chimica il secondo.
Il Fiancial Times le colloca rispettivamente al trentottesimo e quarantanovesimo posto, mentre al vertice troviamo l’indiana Indra Nooyi, presidente della Pepsi, seguita dalla canadese Andrea Jung dell’Avon e dall’europea Anne Lauvergeon,

Diana Bracco
amministratore delegato della compagnia elettrica francese Areva, primo costruttore mondiale di reattori nucleari.
Altre due italiane potevano essere annoverate nella lista, Monica Mondardini (gruppo L’Espresso) ed Elisabetta Oliveri (Sirti) ma, non essendo in regola con i criteri messi a punto dal quotidiano londinese (cioè ricoprono il posto di Ceo, Chief Executive Officer, da meno di un anno) sono state escluse: le due italiane sono comunque in lizza per la top 50 del 2010.
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