Fra donne e uomini divario retributivo sempre più alto: perchè?
Il divario di retribuzione è la differenza delle retribuzioni orarie medie delle donne e degli uomini per tutti i settori dell’economia; questo divario esistente tra donne e uomini si ripercuote pesantemente sui guadagni percepiti nell’arco di tutta la vita: una retribuzione inferiore si traduce infatti in una pensione di minore entità ed è causa di un maggiore rischio di povertà per le donne anziane.
Tale differenza retributiva è quindi la conseguenza di una continua discriminazione sul mercato del lavoro nei confronti delle lavoratrici.
In tutta Europa, le donne percepiscono in media una retribuzione inferiore del 17% circa rispetto a quella degli uomini e in alcuni Paesi tale divario si sta allargando sempre di più.
La vita ricomincia a 40 anni
Si dice che oggi la vita ricominci a 40 anni, eppure sembra che molti considerino quest’età un traguardo e non tanto un punto di partenza.
La discriminazione nei confronti delle donne lavoratrici (e non solo) è ancora evidente, come tutti sappiamo, ed un fattore vincolante per accedere al mondo del lavoro riguarda proprio l’età .
Vogliamo citare a tal proposito un episodio accaduto alla scrittrice Lidia Ravera che lascia a dir poco sconcertati.
Da un suo romanzo sarebbe dovuto nascere un film o una fiction: una donna di 44 anni scopre di essere incinta, ma perde subito questo bambino che aveva considerato un dono.
In seguito a tale perdita entra in crisi con il mondo e con se stessa, e a questo punto il marito le suggerisce di partire. Lei a malincuore accetta di andare a trovare un’amica a New York, ma arrivata all’aeroporto cambia idea e non sale sull’aereo.
Verrà a conoscenza del fatto che l’aereo che avrebbe dovuto portarla in America è precipitato, e che tutti la credono morta.
Ha l’occasione di correre verso il marito per riabbracciarlo e dirgli che è vive ma qualcosa la ferma e da Roma decide di andare al sud, di farsi una nuova vita, di rinascere.
La trama è bellissima, intrigante, ma perché?
Beh, sicuramente perché la protagonista non è più un’adolescente ma una quarantaquattrenne.
Èd è proprio questo il punto: gli sceneggiatori erano intenzionati a portare sullo schermo la storia di questa donna, ma con una decina di anni in meno!
Quindi ci saremmo trovati con una bella trentenne che decide di intraprendere una strada nuova.
Dov’è la novità ?
Cosa ci spingerebbe a guardare un film così?
Ma soprattutto, perché la scelta di togliere anni alla protagonista?
Perché le donne oltre i 40 anni non sono di moda!
In TV vediamo donne di un certo spessore, magari un po’ “temprate”, ospiti in programma importante, o ragazze stile veline che stanno lì per raccontare la loro vita?
Per poi dire cosa?
Come si fa a passare da ballerina a, magari, diventare ministro?
La donna è vista come un essere naturale perché partorisce ed è utile, poi diventa inutile quando arriva la menopausa, mentre l’uomo è più affascinante: la donna va verso un inesorabile declino, diventa una colpa il fatto di non poter più partorire e da ciò si perde tutto l’interesse verso coloro le quali hanno oltrepassato i 40 anni.
Mi sembra che donne, attrici in questo caso, come Elena Sofia Ricci, Laura Morante, o Monica Bellucci (anche se si stava parlando di attriciâ) siano comunque sul grande e piccolo schermo, e pare siano tutte sulla strada che porta ai 50 anni (la Bellucci, per onor di cronaca, ne ha 44).
Sono belle, famose, brave: perché non chiedere loro d’interpretare la donna proposta dalla Ravera?
Già , perché bisogna essere anche “belle” e non solo brave e giovani per stare in TV: un’ennesima discriminazione!!
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