Ciao Alda, poetessa inquieta
Alda Merini ci ha lasciati, lei che era sempre lì, nella sua casa sui Navigli non più grande di una grande roulotte, per tutti i milanesi, nessuno escluso: poeti in erba, semplici ubriaconi, editor alla ricerca di un libro molto faticoso da mettere insieme.
Alda non scriveva: quand’era presa dall’ispirazione dettava improvvisando a chiunque fosse lì in quel momento.
Era lì, per le casalinghe disperate e per coloro che vedevano in lei una persona, appunto, autentica, contro il conformismo mediatico di quasi tutti gli altri, acculturatissimi, sofisticatissimi, facitori di versi.
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