Lavoro delle donne, gap e barzellette
Disuguaglianza sul lavoro? In Italia ce n’è in abbondanza. A parità di qualifica ed impiego, le donne italiane continuano a ricevere stipendi più bassi degli uomini. Il dato è stato confermato da un’indagine svolta dalla II Commissione Politiche del Lavoro e Sistemi Produttivi del Cnel, che ha esaminato la posizione lavorativa ed i redditi di oltre 10mila lavoratori. La differenza di retribuzione fra donne e uomini registrata dal CNEL è compresa fra il 10 ed il 18%; nello specifico, le donne maggiormente penalizzate sono quelle con un livello di istruzione più basso, per le quali il differenziale salariale arriva al 20%, non scendendo mai comunque al di sotto del 15% in possesso di licenza media. Ecco alcune differenze riscontrate dall’indagine:
- giovanissime: 8,3% di penalizzazione rispetto ai coetanei
- lavoratrici mature: 12,1%
- fascia di età compresa tra 30 e 39 anni (3,2%).
Gender gap ancora alto in Italia
Secondo l’annuale “Rapporto sulle condizioni di lavoro nell’Unione Europea 2007-2008” un evidente differenziale di genere permane per quanto concerne i dati occupazionali e cioè disoccupazione, tasso di attività ecc. : questa differenza è nota come “gender-gap”.
L’Italia risulta essere agli ultimi posti in Europa sia per quanto riguarda la disoccupazione, che il tasso di attività e la retribuzione.
Secondo i dati Eurostat il gender-gap esistente in termini di percentuale, tenendo in considerazione tutti gli Stati membri dell’Unione, risulta pari al 14,3%.
Il dato allarmante proviene dall’Italia, con un differenziale pari al 24%, mentre si collocano ai primi posti i Paesi nordici, tra cui la Finlandia, che ottiene il primo posto con il 4% di differenziale.
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