Gender equality, conferenza a Bruxelles
Nelle giornate del 19 e 20 Settembre 2011 si è svolta a Bruxelles la conferenza “Parità tra donne e uomini”, organizzata dala Direzione generale Giustizia della Commissione europea. L’incontro ha rappresentato l’occasione per discutere su ciò che vi abbiamo proposto questa mattina, e cioè la Stategia della Commissione europea per la parità tra donne e uomini 2010-2015. Vari gli argomenti trattai, tutti legati alla parità di genere, o gender equality, sottolineando quanto sia fondamentale, per l’economia dell’Europa, il raggiungimento dell’obiettivo proposto: l’uguaglianza di donne e uomini nel mercato del lavoro, e non solo. Oltre ai 5 punti chiave ( problemi di segregazione del mercato del lavoro, differenza di retribuzione, parità di genere e il ciclo di vita, la violenza contro le donne, e donne nel processo decisionale economico), il dibattito ha concentrato l’attenzione sulla situazione attuale delle donne, degli uomini, delle disuguaglianze di genere, sono state esplorate le cause e le conseguenze del lento progresso della promozione della parità di genere, cercando di identificare le idee e le iniziative che hanno una capacità di fornire un nuovo impulso per la maggiore uguaglianza di genere. Alla conferenza erano presenti i rappresentanti delle istituzioni europee, Stati membri, Paesi candidati, SEE-EFTA, organismi di parità, parti sociali, ONG ed organizzazioni internazionali. Noi siamo sempre qui, in attesa di qualcosa di concreto.
Read MoreGender gap ancora alto in Italia
Secondo l’annuale “Rapporto sulle condizioni di lavoro nell’Unione Europea 2007-2008” un evidente differenziale di genere permane per quanto concerne i dati occupazionali e cioè disoccupazione, tasso di attività ecc. : questa differenza è nota come “gender-gap”.
L’Italia risulta essere agli ultimi posti in Europa sia per quanto riguarda la disoccupazione, che il tasso di attività e la retribuzione.
Secondo i dati Eurostat il gender-gap esistente in termini di percentuale, tenendo in considerazione tutti gli Stati membri dell’Unione, risulta pari al 14,3%.
Il dato allarmante proviene dall’Italia, con un differenziale pari al 24%, mentre si collocano ai primi posti i Paesi nordici, tra cui la Finlandia, che ottiene il primo posto con il 4% di differenziale.
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