Se non ora, quando anche a Lussemburgo
Lussemburgo, ore 15:00, Place d’Armes. Al mio arrivo, un centinaio di persone, italiani come me, uomini, donne, bambini, addirittura così piccoli da essere in carrozzina, eppure lì, presenti anche loro per manifestare contro chi cerca di ledere la dignità delle donne, per dire “Basta!” allo schifo di un’Italia che ci fa vergognare, e che ci costringe ad andare via perchè invece di dare un lavoro ai giovani, lo si offre a chi dotato non di intelligenza, cultura, voglia di produrre qualcosa di buono e concreto per un Paese da molti anni alla deriva, ma di… altri mezzi. Senza tanto soffermarsi su quali siano gli “altri mezzi”, ben noti a tutti, sposterei l’attenzione sulle persone, non certo tantissime ma comunque presenti soprattutto con lo spirito, che oggi, nonostante il cielo cupo, grigio ed il freddo tipico del centro Europa, hanno voluto protestare, in maniera del tutto pacifica, e a tanti chilometri di distanza da casa, la nostra casa, la nostra Patria, quella che in migliaia stanno abbandonando in cerca di un luogo dove si venga apprezzati per ciò che si sa fare dopo anni di sacrifici e studi, non per le ore trascorse in un locale inchiodate ad un palo della lap dance.
Read MoreIn Italia disoccupazione femminile in aumento
Superano il milione le donne disoccupate in Italia.
In particolare, il numero delle donne senza lavoro a marzo e’ risultato pari a un milione 44 mila unita’, con un incremento del 4,8% rispetto a febbraio (+48 mila unita’) e del 13,6% rispetto a un anno prima (+125 mila unita’).
Il tasso di disoccupazione femminile si e’ attestato al 10,2%, in aumento dello 0,5% rispetto a febbraio e dell’1,3% su base annuale.
Le donne inattive sono 9 milioni 679 mila, con una riduzione congiunturale
dello 0,2% (-17 mila unita’) ma un aumento dell’1,1% (+109 mila unita’)rispetto a marzo 2009.
Fonte: www.agi.it
Read MoreMaternità: un ostacolo per la donna che vuole tornare a lavorare
Lavoro e maternità in Italia sono più inconciliabili che in qualsiasi altro Paese europeo, compresi Spagna e Grecia.
Lo ricorda il rapporto presentato da Manageritalia, secondo il quale in Italia oltre un quarto delle donne occupate abbandona il lavoro dopo la maternità.
Ma mentre “in tutti i Paesi europei l’occupazione delle neomamme mostra un percorso a U, con una forte discesa nei primi tre anni di vita del bambino e un graduale ritorno al lavoro in seguito”, solo in Italia “il tasso d’occupazione delle donne continua a calare al crescere dell’età dei figli”.
Sarà per questo che il tasso di natalità in Italia nel 2009 ha registrato un ulteriore, sia pur modesto, peggioramento, passando dall’1,42 del 2008 all’1,41 (nonostante, come ricorda l’Istat, a sostenere negli ultimi anni il tasso di natalità siano in misura consistente le donne immigrate).
I dati, però, rilevano gli economisti della Voce.info Daniela Del Boca e Alessandro Rosina, non sono omogenei in tutte le regioni, e mostrano invece tendenze opposte tra le regioni con una buona occupazione femminile e quelle nelle quali invece l’occupazione femminile è bassa.
Prendendo ad esempio due regioni estreme, la Campania e l’Emilia Romagna, (la prima ha un tasso di occupazione femminile del 27,3 per cento, la seconda del 62,1 per cento), in 15 anni in Campania si è passati da un numero medio di 1,51 figli per donna a 1,42, mentre in Emilia Romagna nello stesso periodo si è passati da 0,97 a 1,48.
Read MoreIn Italia c’è chi stanzia i soldi pubblici per far difendere gli stupratori
Nel marzo del 2008, a Montalto di Castro (Viterbo), un branco di giovani ha violentato una ragazza, Marinella, e proprio per lei un gruppo di donne provenienti da tutta Italia ha manifestato, il 29 novembre scorso, nel paese che ha visto questo stupro di gruppo ed il cui sindaco, nel luglio successivo all’abuso, stanziò 40mila euro per garantire un giusto processo agli 8 stupratori reoconfessi.
Le donne manifestanti sono state lì, a Montalto, per sottolineare la propria indignazione nei confronti di un sindaco che spende i soldi pubblici, quindi i nostri, per pagare i processi degli stupratori, invece di finanziare le strutture che sostengono le donne che subiscono violenza!
Hanno voluto smascherare la costruzione, ancora la stessa, per la quale le donne che subiscono violenza sono loro stesse responsabili della violenza che subiscono; costruzione che riabilita gli stupratori ed isola e criminalizza le donne su cui la violenza viene agita.
Read MoreAmnesty International scende in campo per le donne
Oggi, Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne, Amnesty International rinnova la campagna ”Mai piu’ violenza sulle donne”, promuovendo nuove azioni per garantire a tutte le donne il diritto a vivere una vita dignitosa e libera dalla violenza.
Quest’anno il lavoro di Amnesty International è incentrato sul legame fra poverta’ e violenza, per spezzare questo circolo vizioso in cui moltissime donne nel mondo sono costrette a vivere.
Le donne e le ragazze che vivono in poverta’ spesso vedono violati i loro diritti umani, costrette a sposarsi in eta’ precoce, discriminate a causa di etnia, religione, stato civile o disabilita’, senza autonomia economica.
Lo scarso accesso all’istruzione, l’assenza di prevenzione dai rischi collegati a gravidanze e parti, la sottomissione insomma in qualunque settore, e la violenza sessuale, segnano la vita di queste donne sin dalla nascita.
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