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Valore D – Le imprese funzionano meglio se dirette dalle donne

Posted by on May 12, 2009 in Various | 0 comments

Il 7 maggio a Milano sono stati presentati , nel corso di un convegno, i risultati della ricerca Mckinsey per Valore – D, l’associazione per la crescita dei talenti in rosa.

Non è una novità  che le donne ai vertici rappresentino una minima percentuale (in Italia sono il 4%, contro una media europea dell’11%), ed infatti lo studio ha riguardato non la quantità  di donne a capo di aziende , quanto piuttosto gli effetti della loro presenza all’interno delle organizzazioni.

I dati della ricerca hanno presentato un Roe (indicatore della redditività ) superiore del 10% rispetto alla media di settore, ed un risultato operativo netto quasi il doppio nelle aziende che presentano donne ai posti dirigenziali.

Nel caso del nostro Paese, le percentuali si aggirano intorno al 21% di utile operativo medio, ed un Roe del 3% in più.
Tutto questo non viene comunque riconosciuto in quanto la percentuale di donne dirigenti fra il 2004 e il 2007 è cresciuta di un solo punto.

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Principali interventi legislativi per la parità  negli anni ’90 in Italia

Posted by on Dec 3, 2008 in Legislation | 0 comments

Vi proponiamo gli interventi più significativi attuati nel nostro Paese nel corso degli anni ’90, naturalmente in materia di parità  di genere!
Legge pari opportunità  (Azioni positive): legge n. 125 del 1991
Imprenditoria femminile: legge n. 215 del 1992.
Questa legge favorisce la nascita di imprese composte per il 60% da donne, società  di capitali gestiti per almeno 2/3 da donne e imprese individuali. Le imprese sono tenute a mantenere la prevalenza femminile nella società  per almeno cinque anni.
Violenza sessuale: legge n. 866 del 1996. Stabilisce che la violenza sessuale non è più un delitto contro la morale, bensì contro la persona.
Lavoro notturno: legge comunitaria del 1998.
Stabilisce il divieto assoluto di lavoro notturno per le donne durante la maternità  sino al compimento di un anno di vita del bambino. Non sono inoltre obbligati al lavoro notturno la lavoratrice madre di un figlio di età  inferiore a 3 anni e la lavoratrice (o il lavoratore) che sia l’unico genitore affidatario di un figlio convivente di età  inferiore a 12 anni.
Con la legge n. 903 del 1977 il lavoro notturno era vietato alle sole dipendenti delle imprese manifatturiere. La legge varata nel 1998 regolamenta il lavoro notturno per tutti i settori, pubblici e privati.
Assegno di maternità  per casalinghe e disoccupate: legge n. 448 del 1999.
Prevede un’indennità  di maternità  per le donne che non lavorano, o che svolgono il cosiddetto “lavoro familiare”. Con la finanziaria del 2000 questo diritto viene esteso alle cittadine europee ed extracomunitarie con carta di soggiorno.
Infortuni domestici: legge n. 493 del 1999. Contiene il riconoscimento del lavoro in ambito domestico.
Le persone comprese fra i 18 e i 65 anni che svolgono in via occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione il lavoro domestico hanno diritto all’assicurazione contro gli infortuni.
Part-time: legge n. 61 del 2000 (e DL 100/2001). Disposizioni che, nel dare attuazione alla direttiva 97/81/CE sul lavoro a tempo parziale, hanno definito una maggiore dignità  del lavoro part-time.
Congedi parentali: legge n. 53 dell’8 marzo 2000. Questa legge armonizza i tempi di cura, di formazione e di relazione (tempi delle città ).
La normativa punta ad una maggiore condivisione dei compiti all’interno del nucleo familiare. Si applica a tutti i lavoratori, donne e uomini, pubblici e privati, anche autonomi, apprendisti e soci di cooperative.

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