Principali interventi legislativi per la parità negli anni ’90 in Italia
Vi proponiamo gli interventi più significativi attuati nel nostro Paese nel corso degli anni ’90, naturalmente in materia di parità di genere!
Legge pari opportunità (Azioni positive): legge n. 125 del 1991
Imprenditoria femminile: legge n. 215 del 1992.
Questa legge favorisce la nascita di imprese composte per il 60% da donne, società di capitali gestiti per almeno 2/3 da donne e imprese individuali. Le imprese sono tenute a mantenere la prevalenza femminile nella società per almeno cinque anni.
Violenza sessuale: legge n. 866 del 1996. Stabilisce che la violenza sessuale non è più un delitto contro la morale, bensì contro la persona.
Lavoro notturno: legge comunitaria del 1998.
Stabilisce il divieto assoluto di lavoro notturno per le donne durante la maternità sino al compimento di un anno di vita del bambino. Non sono inoltre obbligati al lavoro notturno la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a 3 anni e la lavoratrice (o il lavoratore) che sia l’unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a 12 anni.
Con la legge n. 903 del 1977 il lavoro notturno era vietato alle sole dipendenti delle imprese manifatturiere. La legge varata nel 1998 regolamenta il lavoro notturno per tutti i settori, pubblici e privati.
Assegno di maternità per casalinghe e disoccupate: legge n. 448 del 1999.
Prevede un’indennità di maternità per le donne che non lavorano, o che svolgono il cosiddetto “lavoro familiare”. Con la finanziaria del 2000 questo diritto viene esteso alle cittadine europee ed extracomunitarie con carta di soggiorno.
Infortuni domestici: legge n. 493 del 1999. Contiene il riconoscimento del lavoro in ambito domestico.
Le persone comprese fra i 18 e i 65 anni che svolgono in via occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione il lavoro domestico hanno diritto all’assicurazione contro gli infortuni.
Part-time: legge n. 61 del 2000 (e DL 100/2001). Disposizioni che, nel dare attuazione alla direttiva 97/81/CE sul lavoro a tempo parziale, hanno definito una maggiore dignità del lavoro part-time.
Congedi parentali: legge n. 53 dell’8 marzo 2000. Questa legge armonizza i tempi di cura, di formazione e di relazione (tempi delle città ).
La normativa punta ad una maggiore condivisione dei compiti all’interno del nucleo familiare. Si applica a tutti i lavoratori, donne e uomini, pubblici e privati, anche autonomi, apprendisti e soci di cooperative.
La parità moltiplica le opportunità
Un fattore che può contribuire al cambiamento del ruolo della donna nella società riguarda la divisione dei compiti in ambito familiare.
Il 6 novembre, presso il Palazzo Civico di Torino, a riguardo è stata presentata la campagna pubblicitaria “La parità moltiplica le opportunità .
Per tutti” dall’assessore alle Pari opportunità del Comune Marta Levi.
L’iniziativa è stata voluta fortemente dall’Assessorato perché oggi è ancora troppo forte la disparità fra donne e uomini nella sfera familiare. Una frase dello spot infatti recita così :
«Nel nostro Paese il 78 per cento del lavoro di casa è svolto dalle donne, a discapito del tempo libero e soprattutto della loro crescita professionale.
Senza contare che sono prevalentemente le madri ad occuparsi dell’educazione dei figli, generando in loro la convinzione che questa sia la normalità .
L’Italia, secondo lo studio del World Economic Forum (Wef) sul divario fra uomo e donna è ultima in Europa: è ora di cambiare».
In Europa le politiche sociali ed assistenziali non sono state sufficienti a creare condizioni favorevoli al lavoro femminile, anche se naturalmente l’onere di un’eventuale politica di conciliazione tra lavoro familiare e lavoro remunerato non è tutto da attribuire alle politiche del lavoro ed ai modelli di organizzazione sociale e familiare.
Piuttosto credo che esso debba passare attraverso un processo di presa di coscienza e di maturazione che vede in prima persona l’uomo accettare la condivisione delle responsabilità , non solo di procurare reddito, ma anche quella rifornire cura ed assistenza all’interno della famiglia.
Per maggiori informazioni e per visionare il manifesto della campagna consultate il sito
www.retepariopportunita.it
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