Per lo stupratore Luca Bianchini chiesti 15 anni

LucaBianchini
Quindici anni di reclusione sono stati chiesti oggi dal pubblico ministero Antonella Nespola per Luca Bianchini, l’uomo al quale e’ stato contestato di essere responsabile delle aggressioni, ai danni di alcune donne, avvenute il 5 aprile, il 4 giugno ed il 3 luglio scorsi nelle zone dell’Ardeatino e della Bufalotta.
“Bianchini – ha spiegato il pm Nespola – si e’ sempre protestato innocente ma e’ stato inchiodato dalla prova del dna (ripetuta piu’ volte anche a sua garanzia) ed e’ stato riconosciuto in aula dalle vittime.
E’ un ragazzo ossessionato dal sesso, sognava di fare l’amore con donne piu’ grandi di lui, ma al di la’ di questa ossessione era pienamente capace di intendere e di volere, dunque e’ imputabile, tanto e’ vero che aveva un lavoro, una fidanzata e rapporti sociali.
Per anni, dopo il proscioglimento da un’accusa per tentato omicidio e violenza sessuale su una vicina di casa (che gli era costato un arresto nel ’96), si era sottoposto ad una terapia farmacologica poi interrotta su consiglio del suo medico.
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Come tutti sappiamo, Luca Bianchini è attualmente considerato lo stupratore seriale di Roma: è difatti accusato di tre violenze sessuali avvenute in garage condominiali.
L’uomo è stato riconosciuto da altre due donne grazie alle foto pubblicate dai giornali dopo il suo arresto.
Per di più, già nel 1996, Bianchini era stato indagato per molestie nei confronti di una vicina, ma era stato riconosciuto (guarda un po’) “incapace di intendere e di volere”.
Le prime due donne si aggiungono alle tre vittime degli abusi compiuti tra aprile e luglio a Roma: per le ultime tre Bianchini sarebbe incastrato, secondo l’accusa, dal test del Dna.
Fortunatamente le prime due donne non hanno subito violenza, almeno non quella fisica, poiché entrambe hanno reagito urlando e mettendo così in fuga l’aggressore.
Naturalmente l’uomo si dichiara innocente, nonostante le innumerevoli prove trovate dicano il contrario.
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