25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Oggi, 25 novembre 2010, è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nel 1999 infatti l’assemblea delle Nazioni Unite, presieduta dall’allora segretario generale Kofi Annan, aveva dato il via a una mobilitazione mondiale per eliminare la violenza contro le donne. Il 25 novembre quindi chi partecipa all’iniziativa deve indossare un nastro bianco sul bavero della giacca, simbolo di questa “battaglia”.
Read More2010: nel mondo migliaia di donne e bambine vittime delle mutilazioni genitali
Domani, 6 febbraio, sarà celebrata la Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili (mgf).
“Il fenomeno è complesso, e si inserisce in un universo di credenze e significati, violando l’integrita’ psico – fisica e morale, arrivando, in casi estremi, a privare la donna della vita stessa”.
Questo il commento della presidente della Commissione Pari Opportunita’ Donna – Uomo della Toscana, Chiara Grassi.
“Ogni anno tre milioni di bambine e di donne sono sottoposte ad escissione o mutilazione genitale, una pratica pericolosa e potenzialmente fatale che provoca dolore e sofferenze indicibili”, ha sottolineato la Grassi, con alla mano il rapporto Unicef .
“Le Mgf sono argomento trasversale, perche’ non riguardano una storia, una cultura, una religione, ma interessano un complesso intreccio di storie, culture e religioni”.
”Non e’ un problema solo sanitario, ma e’ una questione sociale e soprattutto una battaglia culturale da affrontare insieme, potenziando quella rete costituita da enti pubblici, organismi e associazioni, e lavorando su tre livelli: regionale (locale), nazionale ed internazionale”.
Read MoreViolenza sulle donne e direttiva di Strasburgo
Il Parlamento europeo sottolinea che la violenza contro le donne costituisce una violazione dei diritti umani diffusa in tutta Europa e chiede quindi una direttiva per prevenire e combattere questo fenomeno.
Sollecita inoltre i governi a perseguire d’ufficio lo stupro in ambito familiare, a punire i responsabili di delitti d’onore e mutilazioni genitali femminili e a riconoscere le condanne inflitte in altri paesi UE.
Occorre poi fornire assistenza legale gratuita alle vittime di violenza o della tratta e sostenere campagne di sensibilizzazione contro gli stereotipi sulle
donne.
Una risoluzione adottata dal Parlamento sottolineando il numero “allarmante” di vittime, afferma che la violenza degli uomini nei confronti delle donne costituisce una violazione dei diritti umani, in particolare del diritto alla vita, alla sicurezza, alla dignità, all’integrità mentale e fisica nonché alla scelta e alla salute sessuale e riproduttiva.
Nota peraltro che si tratta di “un problema strutturale diffuso in tutta l’Europa e nel mondo intero … collegato all’iniqua distribuzione del potere tra donne e uomini” nella società.
Read MoreUn numero verde contro le mutilazioni genitali femminili
Secondo quanto denunciato da una ricerca del luglio 2009 sul tema delle “mutilazioni genitali femminili” commissionata dal Ministero per le Pari Opportunità :
- più di 1.000 sono le bambine o le adolescenti (immigrate da paesi africani) che hanno già subito mutilazioni genitali
- circa 35 mila sono le donne africane immigrate che hanno già subito questa barbara pratica (prima di venire in Italia o una volta giunte qui)
- circa 110 mila sono le donne provenienti dai 26 Paesi africani in cui le mutilazioni genitali costituiscono una pratica culturale e tribale diffusa
- e circa 4.600 sono le loro figlie, ragazzine con meno di 17 anni a rischio di subire tale intervento!
Secondo uno studio commissionato dal Ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, all’istituto Piepoli, inoltre, l’80% delle vittime di m.g.f. è concentrata in quattro regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio), più precisamente:
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