Corso gratuito Donne, Politica e Istituzioni a Trieste
L’Università degli Studi di Trieste, in collaborazione con il Comitato per le Pari Opportunità e con il Comitato paritetico per la prevenzione del fenomeno del mobbing d’Ateneo, con il contributo finanziario della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Servizio lavoro e pari opportunità e con la partecipazione dell’Associazione “Rete D.P.I. – Nodo di Trieste”, ha indetto un bando di partecipazione per il corso gratuito Donne, Politica e Istituzioni, A.A. 2011-2012, un percorso formativo il cui scopo è la promozione della cultura sulla parità di genere e sulle pari opportunità. I posti disponibili sono 80, ma è necessario il raggiungimento della soglia minima (30 domande) affinchè sia possibile attivare il corso. Il corso è aperto a donne e uomini. Le lezioni inizieranno nel mese di gennaio 2012, si svolgeranno il venerdì pomeriggio ed il sabato mattina e e le ore formative in aula saranno in totale 60. I requisiti per inoltrare la domanda di ammissione sono:
Read MoreGender equality, conferenza a Bruxelles
Nelle giornate del 19 e 20 Settembre 2011 si è svolta a Bruxelles la conferenza “Parità tra donne e uomini”, organizzata dala Direzione generale Giustizia della Commissione europea. L’incontro ha rappresentato l’occasione per discutere su ciò che vi abbiamo proposto questa mattina, e cioè la Stategia della Commissione europea per la parità tra donne e uomini 2010-2015. Vari gli argomenti trattai, tutti legati alla parità di genere, o gender equality, sottolineando quanto sia fondamentale, per l’economia dell’Europa, il raggiungimento dell’obiettivo proposto: l’uguaglianza di donne e uomini nel mercato del lavoro, e non solo. Oltre ai 5 punti chiave ( problemi di segregazione del mercato del lavoro, differenza di retribuzione, parità di genere e il ciclo di vita, la violenza contro le donne, e donne nel processo decisionale economico), il dibattito ha concentrato l’attenzione sulla situazione attuale delle donne, degli uomini, delle disuguaglianze di genere, sono state esplorate le cause e le conseguenze del lento progresso della promozione della parità di genere, cercando di identificare le idee e le iniziative che hanno una capacità di fornire un nuovo impulso per la maggiore uguaglianza di genere. Alla conferenza erano presenti i rappresentanti delle istituzioni europee, Stati membri, Paesi candidati, SEE-EFTA, organismi di parità, parti sociali, ONG ed organizzazioni internazionali. Noi siamo sempre qui, in attesa di qualcosa di concreto.
Read MoreParità di genere nel lavoro: ancora 600 anni
Quando donne e uomini raggiungeranno finalmente la parità nel mondo del lavoro? Questa è la domanda che tutti continuano a porsi, ancora oggi, alla fine di questo 2011, questo è ciò che ci chiediamo noi tutti, in attesa di una risposta che ci rincuori. La risposta, però, sembra sia stata data qualche mese fa, mandando nello sconforto più completo tante di voi che hanno cominciato a scrivere su questo e quell’altro blog in attesa di una smentita! Secondo la demografa Rossella Palomba, infatti, in seguito ad alcuni calcoli statistici, la parità tra donna e uomo nel lavoro arriverà nel 2601, Si, avete letto bene, non ci sono refusi, è proprio il 2601 l’anno in cui la donna magistrato pare raggiungerà il suo collega maschio!
Read MorePrincipali interventi legislativi per la parità negli anni ’90 in Italia
Vi proponiamo gli interventi più significativi attuati nel nostro Paese nel corso degli anni ’90, naturalmente in materia di parità di genere!
Legge pari opportunità (Azioni positive): legge n. 125 del 1991
Imprenditoria femminile: legge n. 215 del 1992.
Questa legge favorisce la nascita di imprese composte per il 60% da donne, società di capitali gestiti per almeno 2/3 da donne e imprese individuali. Le imprese sono tenute a mantenere la prevalenza femminile nella società per almeno cinque anni.
Violenza sessuale: legge n. 866 del 1996. Stabilisce che la violenza sessuale non è più un delitto contro la morale, bensì contro la persona.
Lavoro notturno: legge comunitaria del 1998.
Stabilisce il divieto assoluto di lavoro notturno per le donne durante la maternità sino al compimento di un anno di vita del bambino. Non sono inoltre obbligati al lavoro notturno la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a 3 anni e la lavoratrice (o il lavoratore) che sia l’unico genitore affidatario di un figlio convivente di età inferiore a 12 anni.
Con la legge n. 903 del 1977 il lavoro notturno era vietato alle sole dipendenti delle imprese manifatturiere. La legge varata nel 1998 regolamenta il lavoro notturno per tutti i settori, pubblici e privati.
Assegno di maternità per casalinghe e disoccupate: legge n. 448 del 1999.
Prevede un’indennità di maternità per le donne che non lavorano, o che svolgono il cosiddetto “lavoro familiare”. Con la finanziaria del 2000 questo diritto viene esteso alle cittadine europee ed extracomunitarie con carta di soggiorno.
Infortuni domestici: legge n. 493 del 1999. Contiene il riconoscimento del lavoro in ambito domestico.
Le persone comprese fra i 18 e i 65 anni che svolgono in via occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione il lavoro domestico hanno diritto all’assicurazione contro gli infortuni.
Part-time: legge n. 61 del 2000 (e DL 100/2001). Disposizioni che, nel dare attuazione alla direttiva 97/81/CE sul lavoro a tempo parziale, hanno definito una maggiore dignità del lavoro part-time.
Congedi parentali: legge n. 53 dell’8 marzo 2000. Questa legge armonizza i tempi di cura, di formazione e di relazione (tempi delle città ).
La normativa punta ad una maggiore condivisione dei compiti all’interno del nucleo familiare. Si applica a tutti i lavoratori, donne e uomini, pubblici e privati, anche autonomi, apprendisti e soci di cooperative.
Alcune direttive europee approvate per la parità di genere
Qui di seguito troverete alcune delle più importanti direttive comunitarie che hanno fatto la storia della legislazione in materia di parità di genere.
75/117/CEE Direttiva sulla parità salariale: prevedeva principalmente per gli Stati membri l’inclusione nella propria legislazione di norme che escludessero qualunque discriminazione fondata sul sesso in materia di remunerazione, affinché la protezione fosse estesa a tutti i lavori e non più solo a quelli misti, svolti cioè indifferentemente da donne e uomini.
La norma prevedeva inoltre la possibilità per ogni lavoratore, che si fosse sentito vittima di discriminazione sessuale nel campo remunerativo, di ricorrere per via legale, sottolineando in più la protezione contro qualunque licenziamento abusivo.
76/207/CEE Direttiva sulla parità di trattamento nelle condizioni di lavoro, l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionale.
Secondo quanto stabilito dalla direttiva le donne che si sentivano discriminate in ragione del loro sesso o del loro stato di famiglia potevano ricorrere in giudizio per far stabilire e rispettare i propri diritti.
79/7/CEE Direttiva sulla parità di trattamento nella sicurezza sociale.
Il principio della parità di trattamento implica l ‘ assenza di qualsiasi discriminazione direttamente o indirettamente fondata sul sesso, in particolare mediante riferimento allo stato matrimoniale o di famiglia, specificamente per quanto riguarda il campo di applicazione dei regimi e le condizioni di ammissione ad essi, l’obbligo di versare i contributi e il calcolo degli stessi, il calcolo delle prestazioni, comprese le maggiorazioni da corrispondere per il coniuge e per le persone a carico, nonché le condizioni relative alla durata e al mantenimento del diritto alle prestazioni.
86/378/CEE Direttiva sulla parità di trattamento nel settore dei regimi professionali di sicurezza sociale
86/613/CEE Direttiva sulla parità di trattamento nel lavoro autonomo .
La presente direttiva è intesa ad assicurare, in conformità delle disposizioni che seguono, l’attuazione, negli Stati membri, del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne che svolgono un’attività autonoma o che contribuiscono all’esercizio di un’attività autonoma, ivi comprese le attività nel settore agricolo, e relativa altresì alla tutela della maternità per gli aspetti che non sono contemplati dalle direttive 76/207/CEE e 79/7/CEE.
92/85/CEE Direttiva sul miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro per lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento.
96/34/CE Direttiva riguardante l’accordo quadro sul congedo parentale concluso tra UNICE, CEEP ed ETUC.
97/80/CE Direttiva sull’onere della prova nei casi di discriminazione basata sul sesso
97/81/CE Direttiva riguardante l’accordo quadro sul lavoro part-time concluso tra UNICE, CEEP ed ETUC.
2002/73/CE Riforma della direttiva 76/207/CEE sulla parità di trattamento
2004/113/CE Direttiva sulla parità di trattamento fra donne e uomini nell’accesso e nell’offerta di beni e servizi.
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