L’arte è donna!

Il MiBAC (Ministero dei Beni culturali) ha promosso, in occasione dell’8 marzo, un’interessante iniziativa omaggiando tutti coloro che nei secoli hanno individuato nella figura femminile una musa ispiratrice per la loro opera, e in particolare le numerosissime donne che hanno contribuito in prima persona a superare pregiudizi ed ostacoli sociali.
Nei giorni 6 e 7 marzo, celebrando il connubio perfetto tra “Donna e Arte”, offrirà a tutte le donne l’ingresso gratuito nei musei e nei luoghi d’arte statali.
La Giornata Internazionale della Donna è una festività che intende ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne.
Nel corso degli anni, purtroppo, la ricorrenza ha perduto in molti paesi l’originario significato di lotta e di protesta per assumere una connotazione di mero carattere commerciale.
Solo nel 1907, in occasione del VII Congresso della II Internazionale socialista, tenuto a Stoccarda oltre a temi importanti quali il colonialismo, e la guerra europea, venne discussa la questione femminile e la rivendicazione del voto alla donne.
Read MoreEquità nel Parlamento europeo?Una futura realtà (forse)!
Il 2009 è un anno importante: in primavera, tra il 4 e il 7 giugno avranno luogo, nei 27 Stati membri dell’Unione, le elezioni europee.
Noi italiani saremo chiamati a votare per le elezioni del Parlamento europeo il 6 e il 7 giugno (ogni Stato è libero di fissare le date secondo le relative esigenze).
Ci troveremo così al cospetto di una nuova Commissione europea, e del suo Presidente, e di un nuovo Presidente per il Parlamento europeo.
Viene da chiedersi se vedremo girare in Parlamento solo giacche e cravatte o se tutte queste campagne a favore della parità fra i sessi serviranno a far sì che ci sia un’equità almeno all’interno di una rappresentanza così importante quale il Parlamento europeo, che si è sempre fatto portavoce della questione femminile.
Quella della rappresentanza parlamentare europea potrebbe essere un’occasione decisiva, per l’Unione europea, di diventare davvero democratica, e la democrazia richiede una parità dei sessi in ogni ambito, cominciando proprio dai posti decisionali della politica in cui vengono fatte delle scelte che si ripercuotono sulla vita di tutti noi.
L’attuale sottorappresentazione delle donne in seno all’Unione europea vanifica tutti i tentativi di promuovere una democrazia maggiormente inclusiva e partecipativa.
La parità di genere é una condizione indispensabile per la modernizzazione dei sistemi politici in modo da far sì che le donne e gli uomini condividano equamente diritti, responsabilità e poteri.
L’unico paese che ha più donne che uomini in Parlamento è l’Olanda, mentre Estonia e Svezia la seguono con parità di eurodeputati ed eurodeputate. L’eurodeputata danese Karin Riis-Jorgensen ha lanciato un’iniziativa per forzare la parità nelle cariche più alte della politica comunitaria: send2women.
Scopo dell’iniziativa è che i principali incarichi politici siano occupati al 50% da donne, questo significa che le cariche di Presidente del Parlamento, Presidente della Commissione europea, Presidente del Consiglio d’Europa e Rappresentante della Politica estera debbano essere equamente distribuite tra uomini e donne.
Chissà che non avvenga un miracolo!Già , perché solo un miracolo, forse, potrà concederci ciò che ci spetta di diritto.
Ma chissà :magari questa volta qualcuno capirà che se ci sono gravi problemi in Europa è perchè mancano le donne nei posti più importanti della sua vita politica.
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