Women and Technologies, conferenza il 7 novembre a Milano
La IV edizione della Conferenza – “Women&Technologies®: e-Health Bio e Nanotech” si terrà il 7 novembre 2011 a Milano, presso l’Auditorium del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci”. La conferenza verterà sulle innovazioni nell’ambito della salute, in particolare sulle tecnologie applicate sia alla diagnosi precoce delle malattie sia alla cura delle patologie anche rare. Durante la conferenza verrà attribuito il Premio Internazionale “Le Tecnovisionarie”, riconoscimento che andrà a donne…”visionarie” che, con il proprio lavoro nella Ricerca, nella Pubblica Amministrazione o nell’Impresa, “hanno saputo inventare il futuro, coniugando innovazione e tecnologie, mantenendo una visione d’insieme e una necessaria centralità della persona”. L’evento è promosso dall’associazione Donne e tecnologie. Per informazioni, cliccare qui, per il programma della conferenza, cliccare sul seguente link.
Read MoreDonne, popolazione e clima in un mondo che cambia
A poco meno di un mese dalla conferenza Onu di Copenaghen sul clima, il Fondo per la popolazione delle Nazioni unite (Unfpa), nel rapporto annuale presentato ieri a Roma, capovolge l’approccio alla questione.
Mette al centro del dibattito, e spera delle politiche, la popolazione: quella responsabile degli stravolgimenti ambientali e quella che con le catastrofi naturali fa i conti ogni giorno.
Per dire, insomma, che l’attenzione ad energia, ambiente e nuove tecnologie da sola non basta ad arginare siccità, inondazioni, aumento della temperatura e scioglimento dei ghiacci.
Servono politiche di sostegno alle persone, sostiene l’Unfpa nel rapporto curato in Italia da Aidos, Associazione italiana donne per lo sviluppo, e la promozione dei diritti umani a partire da quelli delle donne, prime vittime e meno responsabili della situazione attuale.
Read MoreOms: l’Aids è la prima causa di morte per le donne
Le donne vivranno anche tra sei e otto anni di più degli uomini, ma ciò non significa che durante la loro esistenza ricevano cure adeguate.
E soprattutto, la prima causa di morte e malattia per le rappresentanti del gentil sesso tra i 15 e i 44 anni è l’Aids.
Un dato scioccante, che va considerato ovviamente in un’ottica globale, emerso da un importante studio dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla salute delle donne (Womend and health: today’s evidence tomorrow’s agenda), il primo ad analizzare lo stato del benessere femminile in tutto il mondo.
In particolare sono i rapporti sessuali non protetti il principale fattore di rischio per le donne in età fertile che vivono in Paesi in via di sviluppo.
Come scrive in dettaglio lo studio:
«Le complicazioni della gravidanza e del parto sono la prima causa di morte per le ragazze tra i 15 e i 19 anni nei Paesi in via di sviluppo.
Read MoreAlcune direttive europee approvate per la parità di genere
Qui di seguito troverete alcune delle più importanti direttive comunitarie che hanno fatto la storia della legislazione in materia di parità di genere.
75/117/CEE Direttiva sulla parità salariale: prevedeva principalmente per gli Stati membri l’inclusione nella propria legislazione di norme che escludessero qualunque discriminazione fondata sul sesso in materia di remunerazione, affinché la protezione fosse estesa a tutti i lavori e non più solo a quelli misti, svolti cioè indifferentemente da donne e uomini.
La norma prevedeva inoltre la possibilità per ogni lavoratore, che si fosse sentito vittima di discriminazione sessuale nel campo remunerativo, di ricorrere per via legale, sottolineando in più la protezione contro qualunque licenziamento abusivo.
76/207/CEE Direttiva sulla parità di trattamento nelle condizioni di lavoro, l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionale.
Secondo quanto stabilito dalla direttiva le donne che si sentivano discriminate in ragione del loro sesso o del loro stato di famiglia potevano ricorrere in giudizio per far stabilire e rispettare i propri diritti.
79/7/CEE Direttiva sulla parità di trattamento nella sicurezza sociale.
Il principio della parità di trattamento implica l ‘ assenza di qualsiasi discriminazione direttamente o indirettamente fondata sul sesso, in particolare mediante riferimento allo stato matrimoniale o di famiglia, specificamente per quanto riguarda il campo di applicazione dei regimi e le condizioni di ammissione ad essi, l’obbligo di versare i contributi e il calcolo degli stessi, il calcolo delle prestazioni, comprese le maggiorazioni da corrispondere per il coniuge e per le persone a carico, nonché le condizioni relative alla durata e al mantenimento del diritto alle prestazioni.
86/378/CEE Direttiva sulla parità di trattamento nel settore dei regimi professionali di sicurezza sociale
86/613/CEE Direttiva sulla parità di trattamento nel lavoro autonomo .
La presente direttiva è intesa ad assicurare, in conformità delle disposizioni che seguono, l’attuazione, negli Stati membri, del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne che svolgono un’attività autonoma o che contribuiscono all’esercizio di un’attività autonoma, ivi comprese le attività nel settore agricolo, e relativa altresì alla tutela della maternità per gli aspetti che non sono contemplati dalle direttive 76/207/CEE e 79/7/CEE.
92/85/CEE Direttiva sul miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro per lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento.
96/34/CE Direttiva riguardante l’accordo quadro sul congedo parentale concluso tra UNICE, CEEP ed ETUC.
97/80/CE Direttiva sull’onere della prova nei casi di discriminazione basata sul sesso
97/81/CE Direttiva riguardante l’accordo quadro sul lavoro part-time concluso tra UNICE, CEEP ed ETUC.
2002/73/CE Riforma della direttiva 76/207/CEE sulla parità di trattamento
2004/113/CE Direttiva sulla parità di trattamento fra donne e uomini nell’accesso e nell’offerta di beni e servizi.
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