Le politiche della Comunità (art. 23 – 69 del Trattato di Amsterdam)
TITOLO I
LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI
Articolo 23
1. La Comunità è fondata sopra un’unione doganale che si estende al complesso degli scambi di merci e comporta il divieto, fra gli Stati membri, dei dazi doganali all’importazione e all’esportazione e di qualsiasi tassa di effetto equivalente, come pure l’adozione di una tariffa doganale comune nei loro rapporti con i paesi terzi.
2. Le disposizioni dell’articolo 25 e del capo 2 del presente titolo si applicano ai prodotti originari degli Stati membri e ai prodotti provenienti da paesi terzi che si trovano in libera pratica negli Stati membri.
Articolo 24
Sono considerati in libera pratica in uno Stato membro i prodotti provenienti da paesi terzi per i quali siano state adempiute in tale Stato le formalità di importazione e riscossi i dazi doganali e le tasse di effetto equivalente esigibili e che non abbiano beneficiato di un ristorno totale o parziale di tali dazi e tasse.
CAPO 1
UNIONE DOGANALE
Articolo 25
I dazi doganali all’importazione o all’esportazione o le tasse di effetto equivalente sono vietati tra gli Stati membri.
Tale divieto si applica anche ai dazi doganali di carattere fiscale.
Articolo 26
I dazi della tariffa doganale comune sono stabiliti dal Consiglio che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione.
Casalinghe disperate? No, dirigenti!
In Italia la percentuale di donne occupate è pari al 46%: bassa, anzi, bassissima!
Ciò è da imputare ai soliti problemi che ci sono nel nostro amato Paese e di cui nessuno si vuol far carico (carenza di servizi, impossibilità di conciliazione della vita familiare e lavorativa, ma anche carenza di autostima, paura e sensi di colpa).
Pensare che in Francia la percentuale di donne impiegate è molto più alta e che, inoltre, lì le nascite sono in crescita mentre da noi sono costantemente in forte calo!
Come è possible una simile condizione, ma soprattutto, è possibile venirne fuori?
Vi segnaliamo a riguardo il libro di Chiara Lupi, Dirigenti disperate, in cui l’autrice riporta le testimonianze di donne che hanno deciso di portare avanti percorsi di carriera a livello manageriale; donne a capo di aziende, donne imprenditrici che raccontano come sia fattibile conciliare un percorso professionale con quello familiare .
Basta volerlo con forte determinazione, liberandosi dai sensi di colpa!
Buona lettura a tutti!
Presentazione del libro e dell’autrice Chiara Lupi
Alcune direttive europee approvate per la parità di genere
Qui di seguito troverete alcune delle più importanti direttive comunitarie che hanno fatto la storia della legislazione in materia di parità di genere.
75/117/CEE Direttiva sulla parità salariale: prevedeva principalmente per gli Stati membri l’inclusione nella propria legislazione di norme che escludessero qualunque discriminazione fondata sul sesso in materia di remunerazione, affinché la protezione fosse estesa a tutti i lavori e non più solo a quelli misti, svolti cioè indifferentemente da donne e uomini.
La norma prevedeva inoltre la possibilità per ogni lavoratore, che si fosse sentito vittima di discriminazione sessuale nel campo remunerativo, di ricorrere per via legale, sottolineando in più la protezione contro qualunque licenziamento abusivo.
76/207/CEE Direttiva sulla parità di trattamento nelle condizioni di lavoro, l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionale.
Secondo quanto stabilito dalla direttiva le donne che si sentivano discriminate in ragione del loro sesso o del loro stato di famiglia potevano ricorrere in giudizio per far stabilire e rispettare i propri diritti.
79/7/CEE Direttiva sulla parità di trattamento nella sicurezza sociale.
Il principio della parità di trattamento implica l ‘ assenza di qualsiasi discriminazione direttamente o indirettamente fondata sul sesso, in particolare mediante riferimento allo stato matrimoniale o di famiglia, specificamente per quanto riguarda il campo di applicazione dei regimi e le condizioni di ammissione ad essi, l’obbligo di versare i contributi e il calcolo degli stessi, il calcolo delle prestazioni, comprese le maggiorazioni da corrispondere per il coniuge e per le persone a carico, nonché le condizioni relative alla durata e al mantenimento del diritto alle prestazioni.
86/378/CEE Direttiva sulla parità di trattamento nel settore dei regimi professionali di sicurezza sociale
86/613/CEE Direttiva sulla parità di trattamento nel lavoro autonomo .
La presente direttiva è intesa ad assicurare, in conformità delle disposizioni che seguono, l’attuazione, negli Stati membri, del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne che svolgono un’attività autonoma o che contribuiscono all’esercizio di un’attività autonoma, ivi comprese le attività nel settore agricolo, e relativa altresì alla tutela della maternità per gli aspetti che non sono contemplati dalle direttive 76/207/CEE e 79/7/CEE.
92/85/CEE Direttiva sul miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro per lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento.
96/34/CE Direttiva riguardante l’accordo quadro sul congedo parentale concluso tra UNICE, CEEP ed ETUC.
97/80/CE Direttiva sull’onere della prova nei casi di discriminazione basata sul sesso
97/81/CE Direttiva riguardante l’accordo quadro sul lavoro part-time concluso tra UNICE, CEEP ed ETUC.
2002/73/CE Riforma della direttiva 76/207/CEE sulla parità di trattamento
2004/113/CE Direttiva sulla parità di trattamento fra donne e uomini nell’accesso e nell’offerta di beni e servizi.
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