Corriamo contro il tumore al seno e la violenza sulle donne
Un ‘filo rosa’ unira’ l’Italia da Nord a Sud, con due obiettivi:
- insegnare alle donne l’importanza di tenersi in forma con lo sport, ‘medicina’ per il corpo e per l’anima;
- raccogliere fondi per la lotta contro il cancro al seno e per sostenere le vittime della violenza domestica, fra le mura di casa.
Torna l’Avon Running Tour, appuntamento annuale giunto alla tredicesima edizione.
La ‘Corsa delle donne 2010‘ tocchera’ 4 citta’ della Penisola:
Bari (6-7 marzo), L’Aquila, (24-25 aprile), Reggio Calabria (1-2 maggio) e Milano (8-9 maggio).
Madrina dell’iniziativa, presentata oggi nel capoluogo lombardo, la ballerina e conduttrice tv Rossella Brescia.
Read MoreTatiana e Noemi: due azzurre sul podio mondiale del ciclismo.

Tatiana Guderzo e Noemi Cantele
Oggi l’Italia dello sport, quella che forse maggiormente ci piace, ringrazia due donne: Tatiana Guderzo, che ha vinto la medaglia d’oro nella prova su strada (124,2 chilometri) ai Mondiali di ciclismo a Mendrisio, in Svizzera, e Noemi Cantele, giunta sul podio al terzo posto.
Dopo le vittorie di altre due italiane, Marta Bastianelli nel 2007 e Alessandra Cappellotto dieci anni prima, nella storia dei Mondiali quella di Tatiana è un’ennesima conferma della grandezza delle nostre sportive.
Una gioia incontenibile quella di Tatiana per una gara considerata da lei stessa una vera e propria “impresa”!
Read MorePrime donne
Gli uomini sono davvero più bravi al volante?
A loro piace pensarlo, anzi, la maggior parte ne è davvero convinta, anche se ci sono donne che hanno fatto del loro meglio per dimostrare il contrario.
A differenza delle “ombrelline” e tifose varie che troviamo ai box per esibire il loro corpo (non avendo alcun altro argomento interessante da proporre), donne come Maria Teresa de Filippis,
Lella Lombardi, Giovanna Amati, hanno manifestato la loro femminilità al posto di guida, ottenendo risultati differenti, e non sempre positivi, ma gareggiando con dignità e coraggio in uno sport che ancora non accetta le donne.
Il centauro dagli occhi di ghiaccio

E’ bella, grintosa, dinamica.
No, non sto parlando dell’ultimo modello di auto o moto uscito sul mercato, ma di lei, Samuela De Nardi, la giovane grande regina del motociclismo italiano. Nata il 19 marzo 1984 a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, inizia la sua “carriera” da motociclista all’età di quattro anni con una Malaguti 50 da minicross regalatale dai genitori. A soli 7 anni ha preso parte alla sua prima gara di minicross, mentre l’anno seguente ha partecipato al campionato Triveneto e Friuli con ottimi risultati : un grande vanto per il pubblico femminile dal momento che Samuela era l’unica ragazza che gareggiava con concorrenti maschi!
L’anno seguente ha partecipato nuovamente a questi due campionati vincendo quello Friuli e perdendo il titolo di quello triveneto per un solo punto: da lì in poi una brillante carriera che la porterà alla classe 125cc sempre nel motocross.
Nel 2000 è arrivata la svolta con il passaggio dal cross alla velocità iscrivendosi al Challenge Aprilia (20ima generale e 2a tra le ragazze).
Nel 2001 la troviamo tra le file del dove ha vinto la classifica riservata alle ragazze e arriva 13a in quella generale .
Samuela ha primeggiato anche nel prestigioso Campionato Alpe Adria Cup in sella ad una Aprilia 125sp diventando, così, la prima donna ad aver vinto questo campionato.
La carriera della centaura è ricca di tante altre sfide e vittorie e proprio gli eccellenti risultati conseguiti in una disciplina ancora così poco praticata dalle donne, qualche mese fa, le hanno permesso di vincere il premio “Nike in rosa” che annualmente la sua città conferisce ad una “personalità femminile” che si è particolarmente distinta nel mondo dello
La nostra Samuela è l’esempio più evidente di come una ragazza bella possa fare ben altro oltre la velina e che qualsiasi persona, con determinazione, intelligenza e forza d’animo sia in grado di raggiungere qualunque obiettivo, indipendentemente dalle sue doti fisiche e, soprattutto, dal sesso.
Samuela, quando hai capito che questo sport avrebbe rappresentato il tuo futuro?
Mah, all’inizio quando sei una bambina lo fai per gioco visto che ho iniziato a quattro anni con le moto poi più passa il tempo e più ti rendi conto di cosa vuoi fare da grande. Nel 2002, quando ho vinto il mio primo titolo nelle moto da velocità , ho capito che quello sarebbe stato il mio futuro.
Nel corso della tua carriera hai incontrato qualche ostacolo materiale o psicologico, tra cui pregiudizi relativi alla scelta di uno sport considerato di predominio maschile?
Sinceramente No. Il problema più grande che ancora c’è riguarda i soldi: ce ne vogliono davvero tanti e trovarli non è facile.
L’essere donna, per di più così giovane, ti ha mai posto in condizione di dover dimostrare qualcosa in più rispetto ai tuoi colleghi uomini?
Certe volte si…Ci sono ancora molti pregiudizi sulle donne in moto e non è facile “cancellarli” allora ogni tanto si rischia un po’ di più per dimostare quanto si vale..però fino ad ora mi è andata bene!!
Credi ci sia una maggiore competizione con gli uomini, in quanto forti del ruolo dominante che hanno da sempre rivestito nel motociclismo, o con le altre donne?
Sono due cose diverse…Con le donne c’è molta più competizione perché siamo diverse dagli uomini, anche nella vita di tutti i giorni. Nelle corse trovo che a gareggiare con gli uomini si impari molto di più anche perché sono maggiormente disponibili all’aiuto e all’insegnamento però, nel momento in cui gli stai davanti, le cose cambiano!!!!
Guidare moto e auto molto meglio di tanti uomini ha mai creato problemi alla tua privata?
No, per adesso No…Poi anche il mo fidanzato corre…quindi, per adesso, va bene così!
C’è un tracciato che ti ha emozionata particolarmente? Perché?
Si, Rijeka, in Croazia, e Suzuka in Giappone: delle piste fantastiche che trasmettono emozioni e adrenalina unica!
E la vittoria di cui sei maggiormente fiera?
Tutte le vittorie hanno un significato a sé..Quelle più belle sono sicuramente contro gli uomini ma non ne ho una in particolare.
Secondo te perché una donna dovrebbe avvicinarsi a questo sport?
Perché è uno sport che trasmette cose uniche e per capirle bisogna provarlo: scriverlo è impossibile!!!
Non ho mai visto una donna in TV correre nelle serie 125, 250, 800 o superbike: credi sia una questione legata alle diversità fisiche tra donne e uomini?
Da un lato sì…Ci manca ancora qualcosa nel fisico per essere come loro..
Quali sono gli obiettivi più importanti che ti sei prefissata per il futuro?
Mah…Certamente continuare a correre finchè ne ho la possibilità e dare il meglio di me stessa…Mi piacerebbe andare in America e ritornare in Giappone.
C’è qualcuno a cui vuoi dire grazie per averti sostenuta nelle tue scelte?
Si, sicuramente i miei genitori, papà specialmente, i miei sponsor, il mio fidanzato…e il mio cane ugo..il portafortuna numero uno!!!
Sito ufficiale: http://www.samueladenardi.it
Read MoreFenomeno rosa!

Qualcuno considera le donne al volante dei “fenomeni da baraccone”, non tanto perché non abbiano le capacità per competere con gli uomini quanto piuttosto perché la loro presenza in sport come l’automobilismo risulta al giorno d’oggi ancora qualcosa di anomalo, che crea “folclore più che sostanza”.
Se poi a cimentarsi in una disciplina storicamente e culturalmente maschile (e spesso maschilista!) è una bella donna, allora i pregiudizi, assolutamente infondati, sono ancora più accentuati.
Eppure domenica 20 aprile sul circuito di Motegi, dove si è disputata la Bridgestone Indy Japan 300, per la prima volta nella storia abbiamo visto trionfare una donna, la statunitense Danica Patrick.
Nata a Beloit, nel Wisconsin, il 25 marzo 1982, la bella pilota del team Andretti Green Racing , che disputava la 50.a gara della carriera, ha vinto grazie ad una strategia di gara che le ha permesso di effettuare il suo ultimo rifornimento prima dei suoi avversari e di assumere il comando al 198° dei 200 giri previsti riuscendo a mantenere la posizione fino alla fine.
“Penso che Danica sia un grande pilota e una persona fantastica – ha detto Michael Andretti, proprietario della Andretti Green Racing – sono certo che questa sia solo la prima di molte vittorie!”
Gara emozionante quella di Motegi in cui Castroneves ha fatto intendere di fare sul serio già dai primissimi giri lasciandosi alle spalle gli altri grandi della Indycar e cioè Dixon, Wheldon e Kanaan.
La vittoria di Castroneves sembrava ormai certa, ma nei giri finali, grazie ad una sosta in più, la Patrick ha trionfato, anche grazie ad un sorpasso favoloso ai danni del brasiliano, e nonostante l’inizio della gara non fosse stato dei migliori a causa di un incidente alla prima curva.
La Patrick sul podio ha così preceduto Helio Castroneves del Team Penske, che aveva preso il via dalla pole position, e il neozelandese Scott Dixon, del Target Chip Ganassi Racing.
Il 2005 è l’anno dell’ esordio di Danica nella Indy ( viene nominata Rookie of the year, “esordiente dell’anno”) e che la vede al 12esimo posto finale in campionato, migliorando costantemente, concludendo difatti 9a nel 2006 e 7a nel 2007.
La giovane pilota stella della Indycar e donna meglio piazzata della storia nella 500 Miglia di Indianapolis, oltre ad essere stata l’unica donna in testa in questa gara, è stata eletta “Atleta femminile dell’anno” dalla “United States Sports Academy” dopo una votazione internazionale via internet sul sito del quotidiano Usa Today.
Negli ultimi anni si è parlato spesso di Danica soprattutto in riferimento alla sua bravura nel farsi fotografare in pose sexy a fini promozionali, ma dopo la sua eccellente prova in Giappone la bella pilota ha destato un forte interesse tra gli uomini della Formula 1 al punto che l’ex automobilista tedesco Hans – Joachim Stuck ha sottolineato come per la massima serie un pilota donna, per di più statunitense, possa fungere da calamita ed innalzare l’indice di gradimento americano nei confronti della F1.
Tra gli uomini di casa nostra chi sembra interessato fortemente alla bella Patrick è Flavio Briatore, anche se i ben informati fanno sapere che sarebbe impossibile in questo momento prendere la cosa in seria considerazione, ma non si esclude una “gavetta” della pilota nella GP2 il prossimo anno per poi vederla sfrecciare nella tanto attesa Formula uno nel 2010.
Nel frattempo Danica si gode il tanto meritato successo, dovuto anche agli scatti provocanti presenti in internet.
Ciò denota purtroppo come la donna venga ricordata in particolar modo per il suo corpo e non tanto per il talento, che nel caso della nostra Danica è stato ampiamente dimostrato sul campo.
Forse alcuni stereotipi continuano ad esistere per non dover ammettere che in quegli sport da sempre dominati dall’uomo, una bella donna possa primeggiare e che il suo trionfo non sia da attribuire al suo aspetto estetico ma semplicemente a delle qualità che si vuole riconoscere solo al mondo maschile.
Credo comunque che qualcosa stia cambiando e che dovremo abituarci a scene come quella in cui una donna, nell’automobilismo, alza la coppa, e allora non dovremo più “vergognarci” a causa di quei “corpi” in minigonna messi lì per premiare i vincitori (ed innalzare lo share!) perché ci sarà qualcuno sul podio che ci avrà regalato vere emozioni e rese orgogliose.
Sito ufficiale: http://www.danicaracing.com
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